New Normal: ambienti intelligenti e resilienti

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fonte Unsplash: shorturl.at/klCR0

New Normal? Con Pandemia e lockdown ci siamo ritrovati a ridisegnare: ambienti, bisogni e tendenze che si riflettono sulla qualità della vita e delle persone, e di conseguenza sul mercato immobiliare.

New normal: i manager aziendali si aspettano incrementi dal remote working

Case, vita di comunità e quartieri assumono una nuova dimensione, secondo quanto è emerso da una recente indagine di McKinsey. I manager aziendali che si occupano di organizzazione si aspettano un incremento dal 20 al 27% del remote working.

Secondo l’indagine di Mckinsey molte imprese sembrano orientate ad adottarlo a tempo indeterminato, probabilmente incoraggiate dall’esperienza del lockdown. Sempre secondo McKinsey in un altro sondaggio è emerso che il 69% delle persone hanno dichiarato di aver conservato e in alcuni casi aumentato i livelli di produttività.

Ma l’incremento del tempo trascorso nelle proprie abitazioni unito alla consapevolezza che situazioni di emergenza potranno ripersi, come stiamo vedendo in questi giorni, determineranno un cambiamento epocale e globale sulla concezione di lavoro?

Potenziamento di rete e dotazioni individuali per il remote working, bastano per disegnare i nuovi modelli abitativi?

Per consentire alle persone di vivere in condizioni adeguate ai nuovi modelli di vita e bisogni, andrà superata la dicotomia tra abitazioni smart e affordable

Smart: è sinonimo di abitazioni di alta qualità (per struttura, dotazioni e servizi) accessibili ad una minoranza; 

affordable: identifica soluzioni abitative a prezzi sostenibili da estese categorie di reddito e di qualità relativamente più bassa.

Ora le abitazioni dovranno essere al tempo stesso sia smart che affordable per soddisfare le necessità che riguardano sia il nuovo sia il già costruito.

New Normal: ambienti intelligenti e resilienti

Gli interventi che concorrono a definire un ambiente intelligente e resiliente sono di diversa natura. I servizi di prossimità, riducendo gli spostamenti, avranno la priorità.

In casa, ad esempio, si dovrebbe trovare il giusto equilibrio tra gli spazi privati e quelli per la vita all’aperto, magari facendo uso di pareti mobili e ampliando al massimo gli spazi dedicati alle finestre. stare più tempo tra le mura domestiche può comportare aumenti di consumo di gas, acqua ed elettricità.

Come controllarli?

Attraverso sistemi di smart metering, ovvero dei sensori IoT combinati con un’app su smartphone, è possibile controllare in tempo reale i consumi.

New Normal: Quartieri, Condomini e comunità come cambiano?

La predisposizione di spazi per remote e co-working, corsi di formazione, didattica a distanza, sale per eventi, potrebbe essere un valido supporto a livello di condomino e di quartiere. In questo modo si potrebbe notevolmente ridurre la necessità di spostamento, incrementando servizi ed efficenza.

Potenziare le infrastrutture digitali, a livello di comunità. I servizi innovativi come il portierato di quartiere, che assiste da remoto i residenti nelle piccole necessità, o il servizio di monitoraggio della qualità dell’aria piuttosto che i servizi di sharing economy come ad esempio il book crossino o il noleggio gratuito di oggetti. Tutti servizi che permettono di vivere le situazioni di emergenza senza dimenticare le piccole necessità.

Lo Smart housing? Possibile solo se pubblico e privato collaborano

La natura degli interventi indica che il passaggio allo smart housing richiede un coordinamento tra pubblico e privato:

Le amministrazioni comunali e regionali devono creare le condizioni;

Gli sviluppatori e gestori immobiliari, ma anche i fornitori di servizi e utilities, possono trovare le soluzioni tecniche ed economicamente sostenibili.

Una visione comune è la necessità di tutti!

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