Lo smart-working produce benessere, anzi no.

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Credits: Photo by Karolina Grabowska on Unsplash

E’ la parola più abusata e sentita in questi mesi di emergenza Covid, ma “smart“ vuol dire cosa?

Smart working: Facciamo chiarezza!

Dopo la parola covid-19, la parola più usata ed abusata di questi ultimi 7 mesi è stata:  smart-working.

  • Smart uguale rapido e agile; 
  • working cioè lavorare in modalità destrutturata, quindi agile.

In effetti la definizione di smart working deriva dalla legge istitutiva n. 81/2017 e pone l’accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale e sull’utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto in modo meno strutturato (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone per sostituire sedi fisse, poltrone, tornelli e timbrature).

Smart working in Italia:

Oggi, obtorto collo, in Italia si lavora in modalità smart working da molti mesi in modo disordinato o improvvisato, senza pause -tempi di disconnessione- e con orari prolungati dalle tante incombenze che si susseguono. Dopo un’iniziale accoglimento da parte di molti, oggi non è più così.

Per ragioni sanitarie e di responsabilità penale cogente, le aziende pubbliche e private mandano i propri dipendenti in smart working attingendo a piene mani alla regola che è stata imposta dai decreti sicurezza a contrasto dell’emergenza Covid-19. Tutto questo, però, avrà un termine: solo fino al 15 ottobre prossimo sarà cosi: disorganizzato come è oggi. Tra pochi giorni qualcuno lassù dovrà rimettere mano a nuove regole ancora una volta con decretazione d’urgenza.

L’impatto sull’economia del Paese:

La spinta del Governo a svuotare gli uffici e a far lavorare i dipendenti da casa – home working o telelavoro, piu che smart – ha prodotto benefici ma anche problematiche serie alla nostra economia di vicinato: una marea di dipendenti che non affollano più bar e ristoranti o supermercati nei pressi delle sedi di lavoro, significa minori o zero introiti per chi preparava le colazioni al bar al mattino, punto di incontro tra colleghi, o quei pranzetti tanto ambiti a metà giornata per la pausa pranzo. I negozianti di vicinato ne stanno risentendo oltre modo, da molti mesi. Molti di loro non tirano più su le serrande da tempo e molti non riapriranno più: troppo alti i costi a fronte di nessuna certezza di incassi.

E di buono invece, cosa resta? 

Si svuotano le strade dal traffico e l’inquinamento nelle grandi città è crollato a livelli mai avuti prima. Mhhh… poco, troppo poco a ben vedere il computo dei costi e benefici.

I costi occulti dello smart working:

Il distanziamento sociale sta comportando gravi conseguenze economiche per determinate categorie, tra tutte il settore turistico e la ristorazione. Avete visto nel centro storico delle vostre città cosa sta accadendo? Tanti negozi che non riaprono più perché i turisti non arrivano più come prima: in altre parole sono cambiati scenari sociali ed economici per cotanta desolazione.

Ecco, sono questi i costi occulti dello smart-working: quello che dobbiamo sapere quando ci obbligano a periodi di intensive e prolungato lavoro da casa.

E attenzione! I costi occulti dello smart-working si annidano anche nelle nostre case! il telelavoro farà certamente risparmiare i lavoratori mangiando a casa anziché fuori e minori o nulli saranno i costi per raggiungere –raramente- la sede di lavoro, ma le spese che aumentano sono altre: luci, riscaldamento e climatizzazione, connessione always-on e, perché no, acquisto di sedie e tavolini ergonomici per restare in postura da lavoro per molte ore consecutive.

Smart working: e per chi lavora in Team?

Il 76,4% degli investitori al dettaglio perde denaro sul proprio conto quando negozia CFD con questo fornitore. Dovresti considerare se puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi sedia non sono ergonomiche. Gli uffici sono adeguatamente accessoriati ma questo diventa un onere a carico del lavoratore quando è a casa. Un altro costo riguarda l’abbonamento ad una linea internet veloce e ad un’utenza telefonica dedicata al lavoro. Inoltre, il dipendente lavorando da casa rischia un’alienazione sociale e professionale. I contatti umani con i colleghi, infatti, possono di gran lunga migliorare la qualità del lavoro. Soprattutto per chi ha sempre lavorato in team.

Di contro, i vantaggi di lavorare da casa sono tanti e lo smart-working migliora la qualità della vita solo in parte: l’errore grande è stato quello di aver confuso questa modalità cosiddetta agile in modalità casalinga agile: home working! non tutti i lavoratori costretti a casa possono vantare ambienti spaziosi e idonei a lavorare concentrati,  o terrazzi ove prendere una boccata d’aria tra una pausa e l’altra: la produttività media procapite sarà pure aumentata, cosi come è stata misurata da stimati professori, ma la media dei lavoratori oggi vuole decisamente rientrare nella propria sede di lavoro, negli spazi ove c’era socialità diffusa e quotidiano scambio tra colleghi. Esattamente quello che manca nelle nostre case.

Vi chiederete: “ma tutto sommato va bene cosi, perché rientrare?”

Per tutto quello che abbiamo detto qui sopra: ci sono costi occulti crescenti ma nessun aumento di stipendio in vista.

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