Diritti dei Pazienti e una lunga tradizione di casi di successo

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diritti dei pazienti

Ogni anno in Italia vengono istruite oltre 300.000 cause contro medici e strutture sanitarie, pubbliche o private, per errori commessi ai danni di un paziente.

Ogni due giorni, dunque, viene rilevato un caso di malasanità con conseguenze talvolta irreversibili e quasi sempre molto gravi per il paziente e per i suoi familiari.

Diritti dei Pazienti è un’associazione costituita da un gruppo di professionisti con distinte specifiche specializzazioni: avvocati, medici legali e medici specialisti di rinomata competenza e professionalità, che hanno maturato elevata esperienza nella cura di ogni aspetto connesso alla gestione dei casi di malasanità.

Da molti anni si pone a servizio del cittadino per tutelare il diritto alla salute. Merito di un’esperienza comprovata nel settore della responsabilità professionale medica, nella gestione delle istruttorie assicurative, nei contenziosi stragiudiziali e giudiziali, arbitrali e ordinari.

Diritti dei Pazienti, i casi di successo

L’Associazione Diritti dei Pazienti opera su tutto il territorio nazionale grazie a una rete capillare di professionisti convenzionati che assicurano in tutta Italia attività di supporto operativo con sedi stabili nei vari studi legali di riferimento.

Lunghissimo l’elenco di casi risolti (QUI ALCUNI ESEMPI), con la struttura che si occupa di tutte le attività necessarie sino all’ottenimento del risarcimento del danno. Un’assistenza completa a costo zero in cui Diritti dei Pazienti anticipa e sostiene tutti i costi necessari, fino alla definizione della lite.

Diritti dei Pazienti, risarcimento per oltre 400mila euro

La sig.ra (omissis) ha adito il Tribunale Civile di Roma affinché venisse accertata la responsabilità dell’Ospedale (omissis) per il grave ritardo diagnostico, di oltre 9 mesi dal primo esame, di una lesione multifocale della mammella sinistra che ne ha causato l’intervento di mastectomia completa bilaterale. L’istruttoria svolta nel corso del procedimento ha accertato che le lesioni nodulari, individuate dai sanitari in questione nell’aprile 2013, sono state negligentemente ed imprudentemente tralasciate per ben 9 mesi, ossia il tempo trascorso tra la prima rilevazione e gli accertamenti eseguiti autonomamente dall’attrice. Da tale ritardo è scaturito un peggioramento clinico che ha modificato in peius e dunque condizionato il tipo di trattamento e le connesse aspettative di vita in termini di percentuale di mortalità e di eventualità di recidiva. La ritardata diagnosi (per oltre un anno) ha certamente favorito la progressione del tumore (“del diametro rispettivamente di 6 cm 0,3 cm”) con conseguente infiltrazione del comparto linfonodale e ritardo terapeutico. PQM il Tribunale di Roma ha condannato la struttura ospedaliera convenuta al risarcimento del danno in favore dell’attrice, quantificandolo in € 460.000,00.

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