Comunicazione efficace

Dr. Ciro Aurigemma

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Dr. Ciro Aurigemma
Dr. Ciro Aurigemma

La comunicazione e’ un aspetto fondamentale della vita: dagli atomi, alle cellule, dalle piante, agli animali e oggi fino alle macchine (computer con internet, telefoni, radio, tv, satelliti, ecc.) e naturalmente agli uomini, tutto e’ in Comunicazione! 

Ogni essere vivente, ogni atomo, ogni trasmittente, infatti emettono segnali, recepibili da altri sistemi, detti appunto riceventi. Cio’ serve allo scambio di energia e informazioni indispensabile alla vita e all’evoluzione. Se si isola artificialmente un uomo impedendo ai sensi di ricevere stimoli si possono avere crisi con allucinazioni uditive e visive, ecc. Cosi’ come e’ noto che animali, piante e anche macchine inutilizzate senza scambio di energie e informazioni con l’esterno soffrono o si deteriorano.

Nell’ uomo la comunicazione si e’ sviluppata attraverso il linguaggio, che e’ un sistema di codici convenzionali condivisi da una popolazione, che simboleggiano oggetti, emozioni, concetti astratti, colori, ecc. gli studiosi della comunicazione umana in psicologia hanno recentemente approfondito gli aspetti psicologici e psicopatologici della comunicazione.

Oltre al linguaggio verbale delle parole esiste un linguaggio non- verbale costituito da gesti, posizioni del corpo, sguardi, intonazioni della voce, abbigliamento, distintivi, colori, ecc. che comunicano agli altri degli importanti elementi, come la posizione sociale, le intenzioni, le emozioni, ecc., che vengono poi piu’ o meno recepiti dal ricevente, in base alla sua capacita’ di riconoscimento di questi segnali.

Qui entra in gioco il cervello destro, che non ha il linguaggio verbale, ma registra fedelmente questi stimoli non verbali. Dipendera’ poi dall’interazione tra il cervello sinistro e destro della persona, la possibilita’ o meno di usare tutte queste informazioni a seconda se il sinistro, piu’ veloce, e’ totalmente dominante o e’ in comunicazione stretta col destro, per ricevere e integrare i suoi impulsi. Se prevale il cervello sinistro, noi avremo un individuo che tende all’intellettualismo, con poca capacita’ di cogliere altri aspetti della comunicazione, come le sfumature emotive, le reali motivazioni, i messaggi reconditi, ecc. all’altro estremo se prevarra’ l’emisfero destro, la persona sara’ molto sensibile o addirittura sensitiva, rispetto al non-verbale, ma spesso non in grado di esprimere tutto quello che sente o troppo esposta alle critiche, all’ emotività, ecc., se non e’ presente anche un adeguato scambio con l’emisfero sinistro, razionale. Quindi solo un buona comunicazione tra i due emisferi consente una adeguata ricezione e comprensione delle informazioni e una buona capacita’ di scambio e comunicazione con gli altri e l’ambiente. Spesso tra le persone di diversa formazione, cultura, esperienza e lateralizzazione cerebrale, manca la comprensione necessaria alla comunicazione e scattano difese automatiche e pregiudizi che possono, se non riconosciuti, bloccare il dialogo.

Secondo la Scuola relazionale-sistemica (Terapia Familiare) le famiglie sono Sistemi, in cui ogni elemento e’ collegato all’altro e quindi tutti sono interdipendenti tra loro. In questi Sistemi in cui alcuni elementi (figli) per un lungo periodo sono dipendenti per la loro vita da altri (genitori), si possono creare problemi di comunicazione che provocano psicopatologie. In particolare parlano di ‘doppio legame’, in cui chi parla comunica due diversi messaggi contemporaneamente, in contraddizione tra loro, cosi’ che il ricevente se fa quello che gli si chiede a livello verbale non puo’ che trasgredire o comunque avere problemi con quanto trasmesso a livello non verbale. 

Ad esempio se una madre dice a un figlio di 10 anni: ” Sii spontaneo!”, con un tono di imposizione, il bambino se fa quello che dice la madre, non puo’ essere veramente spontaneo, perche’ eseguirebbe un ordine, se non lo fa, la madre potrebbe arrabbiarsi e non dargli l’affetto e il rinforzo di cui ha ancora bisogno per la sua eta’. Quindi nel ‘doppio legame’, qualsiasi cosa l’individuo faccia puo’ avere dei problemi con la persona da cui dipende per vivere! Un altro esempio: la madre dice: “Sei libero di andare”, piangendo, poi aggiunge: ”Non ti preoccupare per me!”..Anche qui se il figlio va via, riceve il messaggio che la madre soffre, ma se rimane, trasgredice la richesta di andare e di non preoccuparsi, in ogni caso sbaglia!..I problemi sorgono se questo stile di comunicazione diventa abituale e non c’e’ la capacita’ da parte di un elemento della famiglia di capire questo e di iniziare a comunicare sulla comunicazione.

Nei casi estremi in cui il figlio non puo’ uscire da questo dilemma, ne’ comunicando su di esso, ne’ lasciando la famiglia, puo’ sviluppare delle vere patologie, che avrebbero lo scopo di ‘comunicare’ all’ esterno il suo disagio. In questo caso si parla di ‘paziente designato’ dalla famigla, mentre il problema riguarda tutto il sistema familare che si cerca poi, se è possibile, di coinvolgere in una terapia  del gruppo familiare.

Effetti della televisione

Una fonte di informazioni spesso negative e’ oggi la televisone: 

e’ infatti scientificamente accertata la relazione di causa ed effetto tra la visione di scene violente in tv. da parte dei bambini  e la presenza di comportamenti aggressivi, anche a distanza di anni. In una ricerca recente  su 150 bambini di 9 -10anni, di cui il 75% vedeva la tv piu’ di due ore al giorno comprese scene violente, gli effetti riscontrati sono stati: problemi di addormentamento (48%); incubi (35%); paura del buio (20%); paura di restare da soli (10%); paura che la scena violenta si potesse verificare realmente (17%) e rifiuto della tv (3%). E’ risultato determinante il ruolo svolto dai genitori nell’intervenire precocemente quando si presentano questi disturbi, cercando le possibili correlazioni con la violenza assorbita dalla tv. Altrimenti ansie e paure possono restare nel cervello come fattori di rischio per futuri problemi. Naturalmete la presenza di un adulto durante la visione puo’ essere di aiuto, per fare da filtro e spiegare la differenza tra realta’ e fantasia, mentre cio’ che non e’ capito e tuttavia viene memorizzato per il suo contenuto emozionale, puo’ generare questi effetti negativi. (P. Russo e altri, ’97)

Un simile discorso lo si puo’ fare con l’eccessiva pubblicita’ che spinge all’acquisto di giochi sempre nuovi e a volte dannosi perche’ violenti, competitivi o alimentatori di ansie e timori, ecc.

Anche lo sviluppo sessuale e’ oggi anticipato e influenzato da stimoli precoci e eccessivi spesso non facilmente integrabili dalla psiche infantile.

Poiche’ spesso entrambi i genitori lavorano e la famiglia allargata, (nonni, zii, fratelli maggiori cugini,ecc.), non e’ spesso presente, si rende necessario l’intevento di baby-sitter specializzate o di strutture pomeridiane spesso private in cui i bambini ritrovino il gioco di gruppo, le attivita’ espressive come pittura, musica, danza, teatro, ecc. oltrec allo sport o attivita’ pratiche, come lavoretti col legno, creta, cartone, ecc. Oggi a questo scopo stanno nascendo le ludoteche, sia pubbliche che private, luoghi appositi dove i bambini trovano giochi di ogni genere e spazi e materiali per le attivita’ sopra citate, con la presenza competente di adulti specializzati ed eventualmente di psicologi che possono aiutare precocemente i genitori nel loro difficile compito, con consulenze psicopedagogiche, anche per bambini normali, per prevenire problemi ansie e disagi ed anche con corsi e conferenze di carattere informativo e generale, se necessario naturalmente in alcuni casi  si puo’ anche fare terapia di coppia, familare, individuale o psicomotricita’.

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