Come gestire i passaggi della vita

Dr. Ciro Aurigemma

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Dr. Ciro Aurigemma
Dr. Ciro Aurigemma

Secondo la moderna Psicologia, dopo i contributi della Psicanalisi, e’ ormai una acquisizione accettata l’essenziale importanza dei rapporti del bambino con le persone che si prendono cura di lui e in particolar modo della madre, soprattutto nei primi 3-4 anni di vita. 

Infatti la carenza di cure materne e paterne determina, nell’interazione con i fattori genetici, una maggiore vulnerabilita’ del bambino ai successivi eventi traumatici piu’ o meno gravi, o vissuti come tali dall’individuo in formazione. Fondamentali a questo riguardo risultano essere l’accettazione del bambino da parte dei genitori, la loro raggiunta maturita’ riguardo la capacita’ di dare amore e di non usare inconsciamente il figlio come qualcuno che li deve amare ecc., la conoscenza piu’ o meno corretta della fisiologia, e della psicologia infantile e il ricorso ad adeguati aiuti anche preventivi in questo senso (pediatra, psicologo, ecc.), oltreche’ la sensibilita’ e le caratteristiche di personalita’ dei genitori.

Inoltre la realizzazione delle caratteristiche maschili e femminili nei genitori, in base all’educazione e agli altri fattori che hanno avuto influenza su queste, e la divisione dei ruoli familiari, hanno pure grande importanza sullo sviluppo dell’identita’ sessuale e dei modelli consapevoli e inconsapevoli di riferimento dei bambini e dei giovani. Naturalmente le dinamiche all’ interno della coppia sono determinanti per lo sviluppo della personalita’. 

Andando avanti nella crescita entrano in gioco poi altri fattori, in particolare lo stile educativo che attualmente e’ passato dall’autoritarismo che dava pochissimo spazio alla liberta’, al permissivismo del lasciar fare, nato come reazione e divenuto poi anch’esso disfunzionale, fino all’ attuale disorientamento che lascia i genitori senza riferimenti e in cui ognuno cerca un suo personale stile e equilibrio tra i due estremi.

A questo riguardo gli studiosi parlano dell’ autorevolezza come via da percorrere per avere i migliori risultati, cioe’ dare regole chiare semplici e coerenti, basandosi sulla forza dell’esempio e non sull’abuso di potere che compensa le debolezze. Naturalmente questa e’ una meta ideale su cui orientarsi, piu’ che un nuovo modello. Inoltre andando a scuola i bambini e i giovani ricevono ulteriori modelli e stili educativi e in seguito nel gruppo dei coetanei si sviluppano ancora nuovi riferimenti. Inotre oggi la televisione ha un grande influsso poiche’ i bambini spesso restano ore da soli a vederla passivamente, mentre entrambi i genitori lavorano per necessita’, assorbendo molte informazioni e stimoli nocivi (violenza, sesso, pubblicita’, ecc.). 

L’adolescenza poi e’ un delicato e spesso tormentato passaggio dall’infanzia all’eta adulta caratterizato da crisi evolutive normali che se superate permettono lo sviluppo, se non superate danno blocchi e problemi psicologici notevoli e a volte gravi, (droga, alcool, schizofrenia, ecc.). Oggi va infine considerato il fenomeno della cosidetta adolescenza anticipata, dovuto ai molti stimoli e a sostanze chimiche artificiali dell’ambiente e l’adoloescenza protratta, dovuto ai tempi lunghi degli studi e alla disoccupazione, che accentua le difficolta’ allo svincolo dalla famiglia.

Nella coppia si sono persi i tradizionali punti fermi nei ruoli, con l’emancipazione della donna: le caratteristiche maschili di forza, sicurezza e laboriosita’ e quelle femminili di dolcezza, comprensione e accudimento dei figli, prima imposte rigidamente sono ora in crisi e spesso si ha l’inversione dei ruoli e delle caratteristiche, che provoca pero’ insoddisfazione nei due sessi e confusione nei figli. Si dovrebbe quindi cercare qui un equilibrio naturale e fisiologico liberamente riconosciuto e scelto consapevolmente, senza dimenticare che anche nell’ uomo ci sono carattristiche femminili e nella donna quelle maschili, che nel giusto equilibrio consentirebbero uno scambio armonico tra i partner e una educazione integrata e piu’ efficace. La scelta degli studi, del lavoro e del partner avviene spesso seguendo modelli appresi che inconsapevolmente guidano la persona, che cosi’ si trova a rifare errori simili a quelli dei modelli, se non si rende cosciente e non impara a scegliere con maggiore liberta’, in base alle sue reali possibilita’ e talenti. Cio puo’ provocare insoddisfazioni, frustrazioni, aggressività, depressioni, ecc. e anche la tendenza a spingere altri a fare quello che non si e’ potuto realizzare. Inoltre scelte sbagliate possono portare al divorzio, quando ci si rende coscienti troppo tardi delle motivazioni reali.

Il lavoro e’ importante sia come fonte di sostentamento e di indipendenza che come possibilita’ di espressione delle proprie capacita’e caratteristiche. Qui entrano in gioco i fattori sociali e politici diversi in ogni epoca e cultura.

Il lavoro vissuto in modo errato come competizione e pura affermazione di se’ puo’ essere usato come compensazione di complessi d’ inferiorita’ e diventare fonte di grave stress e spesso di malattie psicosomatiche. 

Prima o poi lo si puo’ perdere e questo puo’ essere motivo di crisi notevole, anche se avviene col pensonamento, che e’ stabilito per legge, senza spesso tener conto di differenze individuali e della gradualita’, che sarebbe ottimale per consentire all’anziano un adattamento a nuovi ritmi di vita e a nuovi ruoli sociali. 

Sarebbe inoltre importante specie per la donna prepararsi alla naturale separazione dai figli con nuovi compiti e interessi sociali e cuturali e accettare cosi piu’ serenamente il processo di crescita e di indipendenza di figli vissuto molte volte con ambivalenza da entrambe le parti.

La morte e’ un processo naturale che riguarda tutti ed e’ spesso fonte di paure e di disturbi psichici quando colpisce prematuramente un familiare, qui contano poi le diverse opinioni religiose sul proseguimento della vita in altre forme o meno, che se vissute solo in modo tradizionale e non cosciente non riescono spesso a lenire il dolore.

Prevenire ansia, stress e problemi gravi implica la conoscenza delle leggi naturali e il rispetto di principi fondamentali dell’ equilibrio delle forze, della moderazione, della gradualita’ dello sviluppo fisiologico e di valori liberamente scelti.

Non si tratta tuttavia di eliminare ogni stress o frustrazione, ma di acquisire conoscenza dei propri limiti, autoaccettazione, sana autostima e capacita’ decisionale nelle varie situazioni con senso di responsabilita’ ed equilibrio.

Ognuno puo partire solo da dove si trova e non da aspirazioni esagerate e dai progressi fatti a piccoli passi trarre la fiducia per gli obiettivi piu’ impegnativi.

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