mercoledì, Febbraio 1, 2023
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BCC Roma e mutui fuori controllo, Di Maso: “BCC saprà trovare la soluzione migliore al rialzo”

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Nuovo allarme sull’economia dalla stretta decisa dalla Bce. Riguarda direttamente le tasche degli italiani o almeno dei tanti che hanno sottoscritto un mutuo.
Con il costo del denaro aumentato di mezzo punto percentuale al 2,5%, infatti, l’orizzonte del 6% per gli interessi sulle rate appare sempre più vicino. È quanto indica un’analisi condotta dalla Fabi.

Il caso mutui alla BCC Roma

Mutui fuori controllo alla BCC di Roma. I crediti immobiliari a tasso variabile con Cap accesi la scorsa estate con la Banca di Credito Cooperativo sono schizzati nel giro di pochi mesi fino a toccare il tetto massimo. Così, per esempio, chi ad agosto è partito con una rata mensile da 1500 euro, ha una chiusura d’anno coi botti e deve far fronte a mensilità da 2100 euro ancora in crescita. Un vero e proprio salasso in appena quattro mesi che ha scatenato le ire dei sottoscrittori.

La BCC di Roma sta monitorando con molta attenzione il fenomeno, in modo da poter fornire alla sua clientela immediate risposte a eventuali richieste di chiarimento e di intervento in relazione alle singole esigenze, sia per le famiglie che per le pmi”, assicurano sempre dalla banca. “Siamo una banca con una doppia anima, svolgiamo la funzione di intermediario creditizio e di impresa a responsabilità sociale”, si legge sul sito del Credito Cooperativo.

Così ha affermato Andrea Di Maso, imprenditore romano, cliente e socio della BCC da oltre 30 anni e membro di un comitato della banca:

Conosco la governance della nostra banca e sono certo che come sempre si troverà la soluzione migliore proprio perché il credito cooperativo di Roma ispira la propria attività all’attenzione e alla promozione della persona”.

Non frena la corsa dei mutui

I mutui al 6% – Se i tassi medi si sono attestati, nel mese di ottobre, attorno a quota 3,2%, quando il costo del denaro era al 2%, sul mercato alcuni intermediari propongono, già oggi, mutui con interessi superiori al 5%. Con il costo del denaro aumentato di mezzo punto percentuale al 2,5%, l`orizzonte del 6% appare sempre più vicino. Nonostante non rappresenti uno shock per i consumatori, già in frenata con le spese e penalizzati da inflazione e bassa crescita, “la mossa della Banca centrale europea rappresenta non solo il pretesto per far meno ricorso al credito, ma anche la probabile causa di rimborsi sempre più difficili”. E’ l’analisi della Fabi, secondo cui non basterà alle banche avvantaggiarsi del rialzo dei tassi e ampliare l`offerta di prodotti finanziari diversi dai mutui perché il destino di chi non fa in tempo a siglare una surroga o a rimborsare parzialmente il mutuo già in essere, è già segnato e si andrà a sommare all`ombra che incombe da mesi sui salari reali e sulle rate già in aumento di chi deve ripagare i propri debiti.

Dal 2018 a ottobre scorso il credito alle famiglie è aumentato di 54 miliardi, con un aumento dell’8,6% che ha portato lo stock da 626,2 miliardi a 680,2 miliardi. Le maggiori accelerazioni sono state registrate nei comparti mutui prima casa e prestiti al consumo mentre un calo – sebbene contenuto – si è concentrato nel comparto ’altri finanziamenti’. Guardando i primi 10 mesi dell’anno in corso, i finanziamenti delle banche alle famiglie sono cresciuti in media del 2,6%, contro un 1% di aumento dei prestiti alle imprese.

In un contesto di questo tipo le maggiori criticità si presenteranno ai giovani. Proprio per questo, sottolinea Fabi “devono essere prorogate le agevolazioni fiscali azzerando ogni tipo di imposta e potenziando il Fondo di garanzia per i mutui”. Non solo: “Il governo deve aiutare i giovani a comprare casa e la Banca d’Italia deve vigilare sulle banche affinché non si inneschi un’eccessiva competizione per chi riesce a guadare di più rispetto al rialzo dei tassi di mutui e prestiti”.

Il ruolo della BCE sull’aumento dei mutui

La Banca Centrale Europea (BCE) è l’istituzione monetaria dell’Unione Europea che ha il compito di mantenere la stabilità dei prezzi all’interno dell’area dell’euro. La BCE può influire sui tassi di interesse dei mutui attraverso le sue politiche monetarie. Ad esempio, se la BCE decide di aumentare il tasso di riferimento, i tassi di interesse sui mutui a tasso fisso potrebbero aumentare. Tuttavia, se hai un mutuo a tasso variabile, il tasso di interesse che paghi dipende dal tasso di riferimento di mercato, come l’Euribor, e non dal tasso di riferimento della BCE. In ogni caso, è importante tenere presente che le decisioni della BCE possono avere un impatto sui tassi di interesse dei mutui, ma non sono l’unico fattore da considerare.

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