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giovedì, Luglio 25, 2024
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Zangrillo, il digitale come rivoluzione culturale della PA

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Le nuove tecnologie stanno rendendo più efficiente la Pa, accorciando i tempi delle procedure e promuovendo un modello di amministrazione sempre più vicina a cittadini e imprese. Qualsiasi processo di modernizzazione, però, non si può affrontare soltanto fornendo ai nostri dipendenti nuove dotazioni informatiche. Bisogna accompagnare le persone a un cambiamento epocale in termini di competenze e capacità. Questa è la direzione verso la quale stiamo lavorando e che ci sprona a fare ancora di più e meglio, sapendo di essere sulla strada giusta”.
Lo ha detto il Ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, aprendo oggi all’Acquario Romano la giornata dedicata ai 18 anni del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). Organizzato da Gruppo Maggioli e laPAdigitale.it, l’evento ha fornito ai partecipanti l’occasione di parlare dell’evoluzione normativa, delle prospettive future del CAD e di analizzare l’impatto sull’amministrazione delle nuove tecnologie.
La vera digitalizzazione – ha sottolineato Zangrillo, intervistato da Riccardo Luna – consiste nel produrre una nuova procedura che sia in grado di sostituire, in tutto o in parte, il documento cartaceo compilato a penna. Per riuscirci bisogna puntare su una formazione costante”.
Competenze digitali e capitale umano, dunque, ma anche smart working, social network, Spid e Cie sono alcuni degli altri temi toccati nell’intervista dal ministro, secondo cui “l’introduzione dell’informatica nella Pa non è un fine in sé, ma un mezzo per attuare i principi della buona amministrazione”.
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