venerdì, Settembre 30, 2022
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SiSi Immobiliare: il futuro degli investimenti immobiliari post-Covid

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Abbiamo intervistato Giancarlo Illica, responsabile di SiSi Immobiliare, per farci raccontare la sua esperienza all’interno dell’azienda e tracciare una panoramica sullo stato di salute del mercato immobiliare in epoca Covid.

Com’è cambiato il mercato immobiliare post pandemia? Il Covid ha reso gli investimenti immobiliari meno fruttuosi?

Sono cambiate le tipologie di acquisto degli immobili. Si punta mediamente a spazi più grandi e viene dato molto risalto alle abitazioni che possiedono un terrazzo. Sicuramente la redditività degli immobili è diminuita, soprattutto per ciò che attiene a quelli commerciali, con il fatturato del retail in forte contrazione.

Trovi che il digitale in questo momento stia facendo e abbia fatto la differenza nella vostra attività?

Il mercato immobiliare può ormai definirsi una forma di e-commerce. Quasi tutte le transazioni che avvengono in Italia, soprattutto nel settore residenziale, sono ormai frutto di trattative che iniziano sui più grandi portali immobiliari (Immobiliare.it e Idealista in primis). Un grande sviluppo nei prossimi anni sarà legato all’interazione persone/immobili/social network, che già avviene, ma in forma ridotta.

Come nasce il vostro progetto imprenditoriale?

Il nostro progetto imprenditoriale parte da lontano e nasce oltre 30 anni fa. Prima parte dallo sviluppo dei Centri Commerciali e dal boom del settore retail degli anni ’90, in seguito alla vendita delle seconde case, per poi concentrarci sull’acquisizione d’immobili  a Milano, vero traino del real estate nazionale, soprattutto dopo che Expo 2015, ha molto più internazionalizzato questa città.

Quali sono le difficoltà che si riscontrano nel settore?

La principale difficoltà che riscontro a Milano, la città in cui opero, è l’assoluta mancanza di “prodotto”, dovuta a un eccesso di domanda. Quindi il tema per noi centrale è condurre delle politiche efficaci di acquisizioni

E’ un momento buono per acquistare cara? Invece per chi deve vendere?

Dipende dal contesto in cui ci muoviamo. Per esempio Milano e Roma, sono in grande contro tendenza. Milano è una città in cui i prezzi continuano a salire e ormai sembrano stabilizzarsi. Roma invece è una delle grandi città d’Europa, dove i grandi player prevedono un forte sviluppo immobiliare, e laddove i costi degli immobili anche in zone di prestigio, sono parecchio sottostimati. In sintesi, per comprare mi orienterei su Roma, mentre per vendere su Milano.

Come scegliere l’immobile giusto nel quale investire?

Premesso che un’analisi oculata di mercato dev’essere sempre fatta sui prezzi sull’andamento della domanda/offerta, ritengo che l’elemento zona sia sempre fondamentale. Va poi individuata la migliore tipologia d’immobile, che è correlata agli obiettivi d’investimento che ci si prefigge.

Ci sono delle città in cui è più conveniente investire? Ci sono zone più appetibili?

In Italia il mercato immobiliare si sviluppa in quattro grandi città: Roma, Milano, Venezia e Firenze. Ovvero dove economia e forte attrazione turistica si sposano. In questo momento credo che Roma sia molto appetibile, se ragioniamo in termine d’investimento a medio/lungo termine. Milano rappresenta la certezza e la sicurezza nell’investimento a breve. Venezia e Firenze, appena terminerà la pandemia, le città in cui lo short rent la farà da padrone (Airbnb), con rendimenti molto elevati.

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