martedì, Agosto 16, 2022
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Scienza e tecnologia, un biosensore portatile rileva il virus del morbillo nella saliva

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Novità in campo scientifico e tecnologico: un biosensore portatile piccolo come una moneta riesce a rilevare il virus del morbillo in un campione di fluido salivare. Il dispositivo permette di realizzare un test diagnostico portatile e rapido e il risultato potrebbe essere traslato ad altri patogeni come il SARS-CoV-2. Questo apparecchio è, infatti, stato testato per il virus del morbillo, “ma la tecnologia può essere adattata ad altre tipologie di virus, ad esempio il Sars-Cov-2, e a batteri, proteine e acidi nucleici”, afferma il ricercatore Marco Cecchini.

Il biosensore, più piccolo di un centesimo di euro e ad alta sensibilità, usa onde acustiche di superficie per rilevare il virus. “Le onde acustiche di superficie sono una sorta di microterremoto che si propaga lungo la superficie del sensore”, spiega Cecchini. “Quando il virus si attacca al sensore, rallenta la velocità di propagazione delle onde rendendo possibile registrare la presenza della molecola. Abbiamo sfruttato queste onde meccaniche sia per mescolare il campione di fluido che per rivelare il virus e ciò ha permesso di migliorare drasticamente la sensibilità dei nostri sensori rispetto ad altri sensori acustici già presenti sul mercato”.

Il progetto è il risultato di una collaborazione fra l’Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Nano) ed ARCHA srl, insieme al Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’’Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore e INTA srl. Il dispositivo è messo a punto da ricercatori, coordinati da Marco Cecchini che ha un’esperienza ventennale nel campo della microfluidica e dell’uso di onde acustiche di superficie. “Il nostro studio dimostra la validità di una simile tecnologia, già coperta da un brevetto di proprietà di INTA, spin-off del Cnr e della Scuola Normale Superiore, che ora andrà validata con una sperimentazione clinica”, spiega il ricercatore.

L’apparecchio potrà essere sviluppato per eseguire diagnosi precoci di tipo point-of-care, ovvero in prossimità del paziente. “Mentre i test convenzionali richiedono l’elaborazione del campione, laboratori dedicati e personale specializzato, questo sensore non richiede particolare elaborazione e può essere impiegato in situazioni dove i test convenzionali non sono praticabili come aeroporti, stazioni, situazioni di emergenza”, spiega Mauro Pistello, professore ordinario del Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa e Direttore della Unità Operativa Virologia della Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. Grazie a questo nuovo dispositivo si potrà “ostacolare precocemente la diffusione di malattie ad alta trasmissione aerogena come morbillo, influenza e COVID-19″.

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