Road to China basket.

Le Amichevoli della nostra nazionale, tanta confusione come per il governo italiano.

Sembra un parallelo azzardato quello tra gli insuccessi agostani della nostra nazionale di basket e quelli della strana coalizione di governo.

Lì sul parquet c’è Meo Sacchetti a dirigere i suoi, qui a Montecitorio c’è – vediamo per quanto ancora – Conte, che non è parente dell’altro alla guida della corazzata Inter.

Per entrambi i condottieri si registrano fallimenti agostani.

La gara di ieri finisce con una altra sconfitta degli azzurri maturata al fotofinish contro la Turchia (così come contro la Russia a Verona, uguale uguale), ed è ben negativo il computo del ciclo di amichevoli dell’AKROPOLIS , il torneo di  Atene CHE DA VENTI ANNI AD OGGI APRE la stagione di basket:  nelle tre gare amichevoli contro GRECIA, SERBIA e TURCHIA, gli uomini di Meo Sacchetti hanno clamorosamente ciccato, sotto ogni punto di vista: male nel gioco, peggio nell’atteggiamento e qualcosa di peggio ancora nella tenuta mentale necessaria per chiudere le gare a questo livello.

Noto era già la durezza dei biancoazzurri ateniesi padroni di casa, che si coccolano e si appoggiano sul fuoriclasse NBA nigeriano-greco ANTENOKOUMPO e sul fratellone niente male. Così come i SERBI di Bogdan BOGDANOVIC e della selva di bravi eccellenti giocatori. Ma anche oggi contro i normali Turki, i giganti azzurri di coach Meo Sacchetti vengono superati nei minuti finali dopo aver realizzato solo 9 punti nel quarto finale, dopo averne sfoderati ben 26 nel terzo periodo di gioco.

Insomma, una prestazione altalenante, in su e giù per l’Italbasket con la unica nota positiva, davvero unica, quella di un Ale Gentile presente e realizzatore dall’inizio alla fine, in mezzo ad un mare di compagni stanchi di testa e di gambe.

Anche l’insospettabile nostro oriundo Jeff Brooks, di solito sempre molto attento e preciso sui due lati del campo, oggi decisamente svagato e distratto.

Nessuno tra i titolari e le riserve capace di accendere la gara con giocate, idee e realizzazioni degne di nota.

Meo ne avrà da pensare e… Da dire speriamo noi ad alta altissima voce. E questa volta non è la solita questione della taglia superiore degli avversari. C’è di più.

Male, molto male invece nelle due gare di ieri contro la Serbia e l’altro ieri contro la Grecia. La temperatura dice -32 presi dagli immarcabili slavi e -20 dai fratelli dell’NBA Giovannino Antetokounmpo. Altre squadre, altre razze, altre stazze.

Per Meo resta ora un torneo amichevole in Cina prima dei Mondiali in cui dovrà, dovremo superare Angola e Filippine, sperando poi di non essere travolti dalla Serbia nuovamente. Più che altro per una questione di immagine Nazional popolare.

La solidità dell’esperienza di Davidone Hackett può essere una base di partenza per coach Meo, le giocate del play CSKA Mosca non sono mai banali, anzi precise al punto da saper mettere in ritmo i suoi compagni.

Il problema é cosa accade quando la guardia dorata di San Giovanni in Persiceto, al secolo Marco Belinelli, viene stretto nelle marcature di guardie più spaziose di lui, lo abbiamo visto scomparire quando il serbo Bjielica si è interessato intensamente a lui…Il Nostro è apparso come se camminasse!

Ecco, in questi casi non vi è un piano B nell’Italbasket di Meo, che sia degno di nota. Certo, mancano Danilo Gallinari e Gigi Datome ma solo loro saranno sufficienti a raddrizzare una barca che imbarca acqua a volontà?

Se Ale Gentile è coinvolto nell’azione sin dall’ inizio qualcosa di buono accade, ma se i suoi non gli favoriscono un blocco sontuoso (ricordate quelli di Dan Gay, anni fa?), Gentilino deve forzare il tiro arrivando sporco al tiro.

La sua classe unita all’ottimo stato di forma in questo torneo ci ha dato speranze su cui poggiare la nostra italianità.

Ma poi?

Che altro?

Vi sembra possibile vedere il nostro Biliga che di solito gioca sotto canestro, trovarsi sulla linea dell’arco con la palla in mano a 3″ dai 24″ del possesso?

Perché, credete, questo accade ed è accaduto più volte anche stasera contro i Turchi, rei solo di aver marcato stretto gli altri lasciando libero lui o Abass che pari sono, per questo nostro ragionamento.

Nel frattempo dalla federazione di via Vitorchiano volano via oggetti dalla scrivania del Presidentissimo Petrucci, colpevole, forse, con tutti noi, di aver dimenticato le scuole, vere di giovani da allevare, crescere e far innamorare dello sport di squadra considerato il più bello del mondo per ritmo, passione, incertezza del risultato.

Ecco, proprio i tre attributi mancanti alla nostra nazionale di basket.

Per gli amici di ITALIAnewsONline

Coach gabmariello

Estate 2019