Recovery Plan Nazionale e fondi di Next Generation EU, sono frutto di un piano specifico dettagliato ma anche due ancore di salvataggio per la disastrata economia italiana.

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Il debito/PIL italiano è previsto a 160% nel 2020 ed in calo a 156% nel 2021. Ancora qualcuno ritiene che non sia indispensabile ricorrere ai fondi di sostegno dell’Europa?

Sembrerebbe che il piano italiano per poter accedere ai fondi di Next Generation EU sia in procinto di essere analizzato dalle Commissioni parlamentari per ottenere l’approvazione. Tale piano dovrà poi essere presentato a Bruxelles il 15 ottobre per una prima interlocuzione.
L’ammontare di fondi che il nostro Paese destinerebbe alla rivoluzione green sarebbe pari a 75 miliardi, e i pilastri alla base di tale piano sono legati agli obiettivi del Green Deal e allo sviluppo delle infrastrutture: parliamo di quei fondi di garanzia per investimenti verdi ed ecobonus, sgravi fiscali per aziende e anche manager che centrano obiettivi di riconversione ecologica, e ancora finanziamento dei progetti per l’economica circolare, iniziative contro l’inquinamento e transizione verso la mobilità sostenibile. Insomma c’è da pensare, finanziare e sviluppare un Paese nuovo !

E il sud? Quanti miliardi nelle tasche degli italiani cronicamente più in difficoltà? 80 miliardi (dei totali 209 miliardi) verranno destinati al Sud Italia ma solo dopo che il Governo avrà finalizzato il NADEF acronimo per nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, che deve “sistemare” il deficit/PIL con valori migliori dei precedenti.
I benefici previsti già nel 2021 da Next Generation EU apporterebbero 15 miliardi alla causa. C’è ancora da aspettare? Ancora da pensarci su?
Il Recovery Plan Nazionale rimane il tema più importante a livello di politica economia per l’Italia, con una dotazione pluriennale che arriva ad oltre 200 miliardi, e tuttavia ancora continua il dibattito nel governo per il MES si , MES no.  

In questi giorni qualcuno ha buttato la palla in tribuna, rimandando al mese di Dicembre l’esame delle valutazioni. Ci pare certamente questa la migliore strategia….sapendo che all’estero i Governi amici e soprattutto quelli meno amici, ci osservano.

Il prossimo treno di aiuti passerebbe tra altri 50 anni.

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