Con l’approssimarsi della primavera 2026 si apre in Italia una tornata significativa di nomine e rinnovi dei consigli di amministrazione negli enti pubblici, nelle authority e nelle società a partecipazione pubblica. Questa stagione rappresenta un momento istituzionale e politico di grande rilievo, perché coinvolge numerosi organismi strategici per il funzionamento del Paese.
Perché la primavera è importante per i rinnovi
La primavera è tradizionalmente il periodo in cui molte società e enti pubblici tengono le assemblee dei soci e procedono alle nomine o al rinnovo dei propri organi di governance. Nel 2026 questa fase assumerà un peso particolare per due motivi principali:
- Numerose scadenze di CDA e incarichi di vertice nei principali gruppi a partecipazione pubblica e nelle Authority di regolazione.
- Ampio rinnovo di organi direttivi o commissari di enti pubblici soggetti a vigilanza ministeriale.
Quante nomine e quali strutture coinvolgono
Secondo monitoraggi e rassegne stampa:
- Sono previste decine di incarichi da assegnare per il rinnovo di organi in oltre 30 enti pubblici entro primavera/giugno 2026.
- Complessivamente, tra partecipate dello Stato, authority e altri enti, sono in ballo centinaia di nomine per ruoli di amministratore, presidente o commissario.
Quali enti e authority sono coinvolti
Tra gli enti pubblici e le authority per cui è atteso un rinnovo dei vertici in primavera vi sono:
- Authority indipendenti come CONSOB e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM);
- Autorità di sistema portuale e organismi di regolazione su energia e trasporti;
- Agenzie nazionali e enti parco con mandati in scadenza.
Questi rinnovi non riguardano solo la componente manageriale, ma anche i vertici con responsabilità sul controllo e sulle funzioni di regolazione pubblica.
Partecipate e grandi società pubbliche: un contesto più ampio
Parallelamente, molte grandi società partecipate dallo Stato — come Eni, Enel, Leonardo e Poste Italiane — vedono la scadenza dei loro consigli di amministrazione nei primi mesi dell’anno, con assemblee di rinnovo in programma tra aprile e maggio.
Anche se questi rinnovi riguardano società e non enti pubblici «statali» nel senso stretto, essi fanno parte del più ampio ciclo di nomine pubbliche che comprende Authority, enti vigilati e controllate pubbliche.
Le dinamiche delle nomine: riconferme o cambiamenti?
In molti casi il dibattito riguarda la scelta tra continuità gestionale — con conferme degli amministratori uscenti — e l’introduzione di nuovi profili e competenze nei board. Questa dinamica riflette la duplice dimensione delle nomine: da un lato l’esigenza di stabilità nella gestione di asset strategici, dall’altro la necessità di rispondere alle sfide di mercato e regolamentari.
In sintesi
- La primavera del 2026 si configura come un periodo centrale per il rinnovo dei CDA, delle Authority e degli enti pubblici in Italia.
- Il processo coinvolge decine di enti e centinaia di incarichi apicali.
- Le nomine riflettono un equilibrio tra continuità e innovazione nella governance pubblica, con impatto su settori strategici dell’economia e dell’amministrazione.




