Nella strana stagione sportiva del duemila e venti, si inserisce un altro fulmine a ciel sereno : il pluricampione Lionel Messi vuole dare l’addio al Barcellona.

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Vediamo insieme per quali motivi.

Volge al termine la storia d’amore tra il fuoriclasse argentino da venti anni immagine e simbolo di Barcellona tutta, non soltanto del team blaugrana, e l’addio pare essere sempre più vicino. Il fuoriclasse argentino ha deciso di lasciare il club catalano dopo tantissimi anni e trofei in blaugrana. Il primo strappo Messi lo ha formalizzato non presentandosi al ritiro del Barcellona per sottoporsi ai test per il Covid.

Nella Ciudad Deportiva non si è vista, dunque, la “pulce” come invece accade di questi periodi, ogni anno, per dare inizio alla nuova stagione con compagni e team, quest’anno guidati dal nuovo allenatore Ronald Koeman che ha preso l’onore e l’onere di guidare la squadra dopo il famigerato 8-2 incassato nella recente semifinale di Coppa Campioni ad opera dello spietato Bayern Monaco del mister Hans-Dieter Flick.

Il braccio di ferro con il Barcellona, iniziato dagli ultimi giorni del mese di Agosto 2020, prosegue e noi siamo andati a cercare di capirne il perché:  motivazioni legali e anche sportive, sono dietro alla clamorosa rottura tra Barcellona e Messi.

Addio di Messi al Barcellona: svelati i 10 motivi

Iniziamo col dire che nel faraonico contratto di Lionel messi esiste una clausola ( valida ogni anno fino al 10 giugno, data di chiusura stagione sportiva) che stabilisce la possibilità di slegarsi al Barcellona dietro compensi rescissori – cioè se si trova chi paga la pesante rescissione del conratto il giocatore può andare via, viceversa deve restare.

Quest’anno la clausola di cui vi diamo cenno, è solo parzialmente valida posto che la stagione è finita più tardi.

la sua partenza da Barcellona può essere negoziata solo per la prossima stagione 2020-21 ma più volte il Presidente del Barca, Bartomeu, ha detto che Messi era libero di andarsene quando avrebbe voluto. Pertanto, qui esiste una contraddizione che va a sommarsi allo stato di “disagio sportivo” del campion il quale dopo la sconfitta pesante in coppa, valuta che il progetto del Barcellona non è più ambizioso. Come dire che , dovendo pensare al suo futuro, lionel non è piu convinto di restare in questa piazza.

Aggiungiamo noi che anche altri compagni blaugrana iniziano a pensarla cosi, e si sentono i primi scricchiolii e le prime telefonate dei loro manager per provare ad accasarli altrove.

Tra gi altri spunti tecnico-tattici di cui si lamenta Messi, vamenzionato anche quello riguardo l’esonero dell’allenatore Valverde subito sopo la sconfitta ferale di cui abbiamo dato cenno:  non è andato giù a Messi questo allontanamento cosi feroce e immediato del suo mister, semplicemente non era il momento giusto, secondo l’argentino.

Durante la scorsa stagione si sono palesati problemi con il Consiglio direttivo del Barcellona, che è una public company diremmo noi, visto l’ampio azionariato in mano perlopiù ai tifosi  che hanno acquistato le quote societarie: questi problemi hanno particolarmente minato il rapporto dell’argentino con il club che ha perso armonia anche per i conflitti con altri dirigenti, come quelli avverso Eric Abidal, calciatore nel barcellona tra il 2007 e il 2013, ex difensore che al termine della carriera giocata era stato subito nominato segretario tecnico del Barcellona nel giugno 2018. Da sempre vicino al presidente Josep Maria Bartomeu, il francese non è stato apprezzato a causa delle sue scelte di nuovi tesserati operate negli ultimi anni;

proprio in questo senso, Messi ha avuto la sensazione che la sua opinione non venga più presa in considerazione nelle definizioni delle strategie aziendali ed ora è sempre piu convinto che la fine del ciclo blaugrana sia arrivata.

Lo si sente dire che egli ora vuole lasciar spazio alle nuove generazioni.

A corollario di cotanta materia di studio per gli avvocati di ambo le parti, non possiamo dimenticare il BarcaGate : lui e la sua famiglia parrebbero essere stati obiettivo di discredito sin da quando il giocatore dovette riconoscersi colpevole di evasione fiscale in Spagna, e con lui anche suo padre Jorge Horacio che amministrava i beni del figlio nel 2017.

Dalla sanzione di 21 mesi di carcere per l’attaccante del Barcellona si passò ad un’ammenda di 455 mila euro in sostituzione della pena detentiva alla quale era stato condannato.

Che dietro a questo ci fosse il Club catalano non si può dire facilmente, certo è che ogni pretesto può essere buono per essere impegnato e far valere le proprie ragioni, riaffiorate ora che l’atmosfera si è fatta di nuovo pesante.

Nelle pieghe di questa storia tutta da scrivere, si inseriscono adesso quei club – pochi, per la verità- che possono permettersi di ingaggiare Lionel messi seppur trentaduenne. Tra questi Il  ricchissimo Manchester City di Pep Guardiola, corrazzata degli arabi della famiglia dello sceicco arabo MANSOUR a capo del ‘City Football Group’.

Siamo certi che non sarà per lui un problemone insormontabile ingaggiare Lionel Messi, ricordiamo che l’arabo vanta un patrimonio di 19 miliardi di dollari parte dei quali già impiegati negli acquisti di questi altri club : Girona, NY City Fc, Melbourne City, Yokohama Marinos, Montevideo City, Sichuan Jiuniu FC e Mumbai City. Prima della pandemia aveva fatto un’offerta anche per il Nancy (Ligue 2).

L’offerta che circola in queste ore parla di 500milioni di ingaggio per i prossimi 5 anni, qualora però la Pulce riuscisse a svincolarsi dal suo Club attuale senza far spendere una lira, un euro, un dollaro agli acquirenti arabi.

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