giovedì, Febbraio 2, 2023
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La sostenibilità nelle nostre case: ecco il futuro della transizione ecologica

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Nata in sordina e cresciuta negli anni fino a diventare prepotentemente d’attualità prima con i movimenti giovanili per il clima e poi, negli ultimi mesi, con la crisi energetica e il caro bollette, l’esigenza di una transizione ecologica verso uno sviluppo sostenibile è ormai diventata sempre più pressante.

E in quest’ottica, premiando gli interventi di efficientamento energetico, grandi opportunità sono arrivate grazie anche al Superbonus 110% e al Pnrr, che consentono anche alle famiglie di trasformare le proprie case accedendo a quella che è una vera e propria rivoluzione verso la sostenibilità.

Una rivoluzione, perché prevede interventi che non sono più soltanto edilizi ma anche sociali e culturali, non più soltanto con ricadute “pratiche” e immediate quanto piuttosto con una transizione verso un nuovo modo di vivere: costruire una casa in bioedilizia, oppure ristrutturare un’abitazione installando cappotti, panelli fotovoltaici e pompe di calore, consente infatti non solo di contribuire a un risparmio di energia, di consumi e di emissioni, ma anche di veicolare un messaggio. Che è quello che è possibile coniugare il benessere e la sostenibilità, la crescita e l’ambiente.

Un cambio di mentalità, questo, necessario per completare il passaggio a una società sostenibile, che sappia soddisfare i propri bisogni senza però compromettere quelli delle generazioni future. Un concetto che diverse imprese hanno abbracciato e del quale si sono fatte promotrici: tra queste spicca Distretti Ecologici, che proprio su un futuro di sostenibilità ha concentrato tutte le proprie competenze e il suo know how, trasformando la transizione in un’opportunità nell’immobiliare, nelle rinnovabili e nell’efficientamento energetico.

Nata nel 2018 come rete di imprese attive nell’ambito della sostenibilità, Distretti Ecologici è oggi uno dei leader del settore in Italia nell’efficientamento energetico e nella bioedilizia, con interventi che spaziano dal settore residenziale a quello commerciale, dal pubblico alla GDO, attraverso progetti di edifici sostenibili con un approccio olistico all’edilizia e alla green-life style.

Un progetto sostenibile, quindi, secondo l’approccio di Distretti Ecologici, deve rispettare tre direttive fondamentali: quello di sostenibilità economica, come motore di un’iniziativa che abbia la capacità di produrre reddito e lavoro in maniera duratura; quello di sostenibilità sociale per coniugare l’interesse privato con quello pubblico, in modo da garantire un benessere equamente distribuito; e quindi quello di sostenibilità ambientale, imprescindibile per qualsiasi progetto che abbia una visione proiettata nel tempo per tutelare l’ecosistema e il rinnovamento delle risorse naturali.

Obiettivi, questi, che sono del resto allineati con il Green Deal europeo, che prevede il taglio del 55% delle emissioni entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050. Il settore immobiliare è infatti responsabile di una fetta significativa del consumo di energia e di risorse naturali, contribuendo così direttamente e indirettamente alle emissioni di CO2: si stima che edifici e costruzioni siano responsabili di circa il 38% di tutte le emissioni globali di anidride carbonica. E quindi intervenire sull’edilizia (sia sugli edifici di nuova realizzazione, sia con progetti di efficientamento e ristrutturazione del patrimonio immobiliare esistente) è un fattore importantissimo per la riduzione dei gas serra.

Gli interventi in edilizia, poi, sono traguardi in linea anche con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile: tra i diversi obiettivi del piano relativi a energia, salute, lotta ai cambiamenti climatici e consumo e produzione responsabili, il “goal 11” prevede espressamente la realizzazione di “città e comunità sostenibili” per sviluppare quartieri vivibili, resilienti e climaticamente neutri che aiutino a promuovere uno sviluppo urbano sostenibile in armonia con l’ambiente. Ma al momento le città e le aree metropolitane rappresentano il 70% delle emissioni globali di carbonio e oltre il 60% dell’uso delle risorse.

Per giungere a una vera transizione verso lo sviluppo sostenibile, dunque, sarà fondamentale quel cambio di paradigma culturale che, nel settore dell’edilizia, si concretizza attraverso azioni e strumenti capaci di misurare l’impatto ambientale, economico e sociale degli immobili e delle città. E oggi quegli strumenti sono gli obiettivi di sviluppo sostenibile che le Nazioni Unite hanno adottato a livello globale, e che Distretti Ecologici ha fatto propri impegnandosi a seguirne le linee guida.

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