La minaccia COVID non cessa, l’Economia americana non brilla, la FED deve iniettare continua fiducia con tanti dollari ma le Big Tech ancora reggono, dopo la storica audizione davanti al Congresso Usa.

0
19
Photo by Markus Spiske on Unsplash

I 4 colossi Big Tech, Amazon, Apple, Alphabet  e Facebook reggono dopo la storica audizione davanti al Congresso, nella videoconferenza di soli 20 giorni fa.

In quella brutale messa con le spalle al muro, almeno nell’intenzione del Governo Usa e del CONGRESSO, Jeff Bezos, Tim Cook, Sundar Pichai e Mark Zuckerberg hanno dovuto rispondere per oltre cinque ore alle richieste di chiarimenti sulle loro pratiche commerciali ed alle accuse di essere spietati monopolisti.

Secondo i legislatori, i Big Tech avrebbero accentrato troppo potere in questi anni, facendo piazza pulita della concorrenza e gestendo dati e informazioni in maniera poco trasparente. In questi ultimi 13 mesi i colossi hi-tech hanno consegnato al Parlamento 1,3 milioni di documenti.

Oggi i Big Tech, complessivamente, hanno un valore di mercato di quasi 5mila miliardi di dollari (circa tre volte il Pil dell’Italia) e mentre le economie mondiali sono cadute in depressione a causa Covid-19, i Big Tech hanno prosperato.

I quattro Ceo hanno spiegato che il successo non deriva dal potere monopolistico, ma dalla capacità di soddisfare le esigenze dei consumatori. 

In particolare, Zuckerberg ha difeso il suo operato spiegando che Facebook non manipola i dati personali, cosa che invece avviene per esempio in Cina.

Bezos, chiamato a difendersi dall’accusa di aver abusato del ruolo di Amazon come rivenditore e come piattaforma che ospita venditori terzi, ha spiegato che anche Amazon “negli Stati Uniti, così come nel mondo, deve far fronte a una concorrenza a dir poco feroce”.

Pichai ha parlato dei numerosi contributi di Google “per aiutare a rendere i consumatori e le piccole imprese più efficienti e competitive, in particolare durante la pandemia del coronavirus”.

Infine, Cook ha detto che “Apple è un’azienda esclusivamente americana che non ha una quota di mercato dominante in nessun mercato in cui fa affari”. 

Donald Trump, insoddisfatto delle dichiarazioni dei quattro super-manager, ha rilanciato i temi della sua crociata (elettorale?) contro i monopoli dei Big Tech, accusando senza mezzi termini il Congresso di immobilismo.

“Se il Campidoglio non riesce a portare correttezza e onestà nel settore, cosa che avrebbe dovuto fare anni fa, lo farò io con i decreti. A Washington tutti parlano e nessuna azione per anni, e la gente ne è stanca”, ha twittato il tycoon. Ma a novembre ci sono le elezioni!

Dopo aver visto le trimestrali dei giorni scorsi, per i Big Tech un ‘altra rivincita. Gli americani e non solo credono in loro, investono danaro sui titoli del NASDAQ e NYSE e la Borsa americana passa di record in record.

Non hanno neppure l’idea di pensare che queste siano il diavolo cattivo che accentra e distorce le quote di mercato. E i risultati si vedono.

a mio parere, dunque, emergono due grandissime lezioni da questa situazione: da un lato la forza di un Congresso che sa mettere alla sbarra anche gli imprenditori più abili e feroci, perché chi sei-sei, vai davanti al popolo americano a riferire.

Dall’altro lato, grandi ed illuminati imprenditori che ti sanno spiegare perché facendo cosi i clienti chiedono , non si perde mai. E loro non perdono mai. CUSTOMER ORIENTED !

Certo..se pagassero un po’ più di tasse anche da noi ..

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here