sabato, Novembre 27, 2021
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Intervista a Mauro Balata, presidente della Lega Nazionale Professionisti B del calcio italiano

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Mauro Balata, presidente della Lega di Serie B, con grande disponibilità e gentilezza si è concesso per un intervista in esclusiva a ItaliaNewsOnline.

Come ha vissuto il lockdown, quel periodo buio che sembrava avesse cancellato anche il calcio?

Sono stati sicuramente mesi drammatici, difficili ma anche pervasi da un grande senso di responsabilità, quella del buon padre di famiglia, di chi doveva contribuire a salvaguardare venti club, un torneo e il patrimonio di tanti tifosi. Siamo riusciti con un lavoro di squadra a raggiungere un traguardo che per molto tempo pareva utopistico, quello della ripresa dei campionati e della difesa del merito sportivo. Quando parlo di lavoro di squadra parlo di club, componenti, Federazione, Governo e via via tutti gli interpreti che hanno permesso questo percorso. E proprio da questa lezione, di un sistema che fa squadra e ottiene obiettivi dobbiamo trarre un insegnamento importante per il futuro. Devo ringraziare in primis i club della Lega B, che dimostrando coesione e rispetto dei ruoli sono stati i primi propulsori della ripresa.


Nel post Covid, in che stato di salute si trovano le società calcistiche di serie B, considerando che sono aumentate le spese per poter far fronte alle spese sanitarie, ma dall’altra sono diminuite tutte le entrate? Il calcio è pronto a ripartire?

Il calcio è ripartito e ha segnato per certi versi un passo verso il ritorno alla normalità di un Paese che ha bisogno di ritrovare il suo cammino e un grado di socialità, e anche di comunità, che si è inevitabilmente lacerato durante i mesi più duri della pandemia. La situazione economica dei club è difficile, sono mancati gli incassi da botteghino, quelli di molti sponsor, aumentate le spese; anche per questo stiamo lavorando, devo dire con successo, su due fronti, aumentare i ricavi da distribuire alle associate e ragionare con Figc e Governo per ottenere riconoscimenti con cui mettere in sicurezza il sistema. Se nel primo fronte devo dire che con la crescita dei diritti tv e del marketing stiamo raggiungendo ottimi risultati, sul secondo mi aspetto che, anche attraverso la riforma dei campionati, sia riconosciuto il valore di una Lega operosa, viva, in crescita e che lavora, una componente sempre più indispensabile per il sistema.

Sappiamo che aveva chiesto a Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, di provvedere a dei ristori economici anche per la serie B, al pari di “tutto quel mondo sportivo che sta sotto la Serie A di calcio, come basket, pallavolo e serie C. E’ stato accontentato?

Con il Governo il tavolo è sempre aperto, provvedimenti a favore dello sport ce ne sono stati, altri probabilmente arriveranno. Siamo fiduciosi sui nostri interlocutori, che riconoscano il valore sociale ed economico, non sono endogeno ma per tutto il territorio, delle società di Serie B. Un introito sul quale molte volte verte l’economia di un luogo, un punto di riferimento per migliaia di famiglie che direttamente o indirettamente lavorano per il club di calcio della propria città.

Come attirare gli investitori in questo momento di ripresa?

Noi lo abbiamo fatto puntando sulla credibilità, da conquistare attraverso il valore delle nostre proprietà e con progetti che ci hanno portato all’avanguardia fra i secondi livelli calcistici europei, come la tecnologia Var. Grazie a questo abbiamo più che raddoppiato gli introiti per diritti tv, siamo sbarcati in 33 Paesi in tutto il mondo portando il nostro campionato in tre continenti e diventando anche soggetto appetibile per molti imprenditori che stanno investendo sui nostri club. E’ un campionato bellissimo, imprevedibile ed emozionante, se sapremo mantenere queste qualità anche in futuro, e lavoriamo quotidianamente per farlo, abbiamo le carte in regola per proseguire il percorso di internazionalizzazione e modernizzazione che ci siamo dati con la nuova governance.

Il Governo ha recentemente confermato l’apertura degli stadi al pubblico al 75%, al chiuso al 60%. Quando si potrà sperare in una riapertura totale?

Dipende dalla curva epidemiologica, è necessario avere la massima cautela per evitare poi di costringerci a nuove chiusure. Il tema però è quello della necessità di riportare il pubblico negli stadi, dopo tanti mesi in cui la disabitudine ha creato in molti casi anche una disaffezione nella frequentazione. In questo dovremo essere bravi, insieme ai club, a proporre iniziative di marketing che possano riportare il pubblico ai livelli pre covid. Alcune società si stanno già muovendo e i risultati sono incoraggianti, con stadi che raggiungono anche i 20mila spettatori.

Qual è l’auspicio del Presidente per questa nuova stagione?

Di poter proseguire nell’essere un punto di riferimento, nel sistema, per la crescita dei giovani. Mai come quest’anno ci sono ragazzi interessanti e già sotto la lente di club della massima serie; inoltre i nostri giocatori popolano con un gran numero di convocati le rappresentative nazionali giovanili. Per continuare questa missione, che è una funzione di cui beneficia tutto il sistema, c’è però bisogno di un maggior riconoscimento in ambito federale, perché altrimenti diventa uno sforzo, per i nostri club, impossibile da sostenere. Infine spero che i nostri tifosi si divertano perché in fondo il calcio è principalmente questo.

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