IL PROBLEMA DEGLI ANZIANI

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Nel passato gli anziani godevano di autorità e rispetto, oggi invece la moderna società industriale, caratterizzata dal rapido rinnovarsi delle conoscenze, da uno sviluppo della tecnologia e della scienza sempre più vertiginoso, dal profitto, dal consumismo e dalla globalizzazione, sembra relegare chi non è più in grado di produrre e consumare in un angolo di solitudine.

La società presente ancora in Italia fino ad alcuni decenni fa, attribuiva grande importanza all’esperienza, considerata come l’accumulo delle conoscenze in un’epoca non ancora caratterizzata dal rapido rinnovarsi dei saperi e dalla diffusione in tempo reale di idee ed informazioni operata dai mass media.

E’ ovvio che in tale contesto gli anziani non potevano assolutamente essere visti come elementi deboli della società, ma parte integrante di un tessuto sociale che attribuiva loro, come già detto un ruolo autorevole e una funzione non trascurabile; E’ la società industriale e consumistica che invece rende più deboli alcuni elementi del tessuto sociale, condannandoli irrimediabilmente all’emarginazione.

Anziani, handicappati, persone che per varie ragioni non riescono ad integrarsi nella nostra società, caratterizzata da tempi di lavoro frenetici e ad alto tasso di competività sono ricacciati ai margini della società stessa, costretti non di rado a vivere in condizioni di frustrazione e conoscere penose crisi d’identità.

Al posto della famiglia patriarcale tipica della società contadina di una volta, la società industriale privilegia il modello di famiglia cosìdetta nucleare, cioè costituita da un unico nucleo formato da genitori e figli, questi ultimi in genere in numero ridotto. La famiglia nucleare vive fisicamente separata dal resto della parentela ed in genere dal resto della società.

In questa situazione l’anziano oggi è condannato alla marginalità, anche a causa delle sue diminuite energie e dalle sue minori esigenze: egli non può sopportare i ritmi stressanti del lavoro di oggi, e rischia di essere un peso per la società così frenetica e solo animata da logiche di profitto.

La condizione dell’anziano è un problema che ci riguarda direttamente perché …..prima o poi tutti saremo destinare a vivere questa condizione. I problemi della terza età inoltre sono destinati a rivestire  una rilevanza sempre maggiore per il fatto che nella moderna società industriale la percentuale di anziani sulla popolazione attiva è destinata a salire considerevolmente sia per l’allungarsi dell’età, sia per il calo delle nascite.

L’incremento avvenuto negli ultimi decenni, ha visto aumentare la popolazione sopra gli 85 anni di oltre il 200%; ciò ci impone e ci obbliga a rivedere il sistema sociale e familiare;

Al di là delle considerazioni di statistica economica è indispensabile in ogni modo che gli anziani , i cui sogni sono impregnati di conoscenze, vengano sempre visti come memoria storica, e quindi fondamentali per il cammino dei giovani, e non siano invece considerati come un peso per la società, ma vengano sempre circondati dal calore dei familiari e dal rispetto di tutti.

Solo vincendo l’angoscia della solitudine ed il senso d’inutilità che può nascere dal sentirsi messo da parte, l’anziano potrà continuare a considerarsi parte integrante della società.

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