Andrea Di Maso, Coronavirus: il calcio è in crisi in tutta Europa, fondamentale per il sistema la sicurezza per la salute e un taglio agli stipendi dei calciatori, allenatori e dirigenti che sentono di farlo.

0
29
Andrea Di Maso con il Presidente della Federcalcio Gabriele Gravina

Con il calcio giocato ai box le società devono intervenire immediatamente senza attendere ancora , e devono farlo in concerto con i collaboratori avendo principalmente a cuore la salute di tutti.

Si attendono i contributi da parte di Lega e Federazione, un sostegno forte e chiaro dai ministeri governativi e dai comitati olimpici nazionali. Dall’eufa arrivano segnali poco incoraggianti mentre le manifestazioni principali sono state annullate. Nel frattempo, i giocatori non giocano né si allenano come dovrebbero per avere una preparazione adeguata al target richiesto dal sistema professionistico e di conseguenza non lavorano come potrebbero pur non dipendendo dalla loro volontà.

I tifosi non possono godere dello spettacolo dal vivo e dalla tv, con la conseguenza che i diritti televisivi sono a rischio e i botteghini delle società non producono ricavi.  

In quasi tutte le società europee, onde evitare principalmente disastri economici e bilanci al collasso, si è deciso di decurtare parte dello stipendio riservato ai calciatori e questo grazie ai calciatori stessi che hanno dimostrato amore per il proprio paese e spirito di appartenenza alle società.

In Italia ad esempio i giocatori della Juventus si sono decurtati 90 milioni di stipendi. Il taglio degli stipendi è stata una misura introdotta per ridurre al minimo le perdite commerciali legate all’epidemia che ha coinvolto tutto il mondo. Questo ha comportato una deroga a tutte le normali regole contrattuali. A rimetterci non solo le società per l’appunto.

In Germania giocatori, allenatori e staff tecnico di alcune squadre hanno deciso senza pensarci troppo di rinunciare al 20% del proprio stipendio.

La prima squadra a prendere l’iniziativa è stata il Borussia Monchengladbach, seguita a ruota da Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Mainz, Werder Brema e Schalke 04.

In Spagna si stanno invece avendo parecchia difficoltà. Nel Barcellona Messi e compagni hanno rifiutato un taglio dello stipendio del 70%, con l’accordo raggiunto invece al taglio del 30%. I dirigenti hanno accordato un taglio del 50%.

In Spagna il crollo economico è particolarmente forte e squadre come il Valencia stanno pensando addirittura a un licenziamento temporaneo dei tesserati.

In Francia alcuni club hanno già deciso per il taglio degli stipendi secondo il principio della disoccupazione parziale. In Francia i calciatori sono infatti equiparati a normali lavoratori e di conseguenza senza lavorare vengono automaticamente pagati di meno.

In Inghilterra si è cercato di rimandare il problema sperando in un ritorno in campo il prima possibile.

Visto che la situazione continua a peggiorare anche il calcio inglese ha dovuto quindi fare i conti con il taglio degli stipendi. Il 3 aprile si è tenuta una videoconferenza tra Premier League e English Football per discutere un taglio radicale e sembra si sia trovato l’accordo.

Per una volta, anche il mondo del calcio e non solo, sarà capace di dare l’esempio in un contesto storico epocale. Sarà l’occasione per dimostrare a tutto il mondo quanto siano fondamentali i valori che lo sport trasmette in campo e nella vita.