Festa del cinema di Roma: incontro con l’artista Edelweiss

In occasione del Red carpet relativo alla presentazione del documentario “Cecchi Gori – Una famiglia italiana” prodotto da Giuseppe Lepore con la regia di Siamone Isola e Marco Spegnoli, realizzato con materiali inediti e testimonianze esclusive, abbiamo incontrato, tra gli ospiti all’evento (Carlo Verdone, Valeria Marini, e tanti altri), l’attrice, conduttrice e showgirl siberiana Edelweiss. Ci ha colpito particolarmente apprendere del suo nuovo impegno nella pittura, scoprirla autrice di  una serie di quadri astratti, in grado di colpire e sorprendere. Ne abbiamo dunque approfittato per farle qualche domanda.

Ciao Edelweiss bentrovata! Allora Come nasce il tuo rapporto con la pittura?

“Ciao! Grazie, ti sorprenderò! Il mio incontro con l’arte è avvenuto molto presto, posso dire che disegno e colore hanno sempre fatto parte della mia vita.

Sono figlia di un pittore, questo lo sanno in pochi, e sin da quando ero piccola passavo giornate intere nello studio di mio padre a seguire le sue creazioni.

Quindi ho sempre alternato i miei impegni cinematografici e televisivi a questa mia grande passione!”

Come definiresti la tua arte?

Le mie creazioni mi piace definirle pura libertà di pensiero, di esplorazione e di sperimentazione.

Senz’altro oggi è il mio modo di mettermi a nudo (sorride!!)”

Il cinema, l’essere attrice, quanto ha influenzato la tua Pittura?

Credo che le due cose rappresentino modi non convenzionali di esprimersi! Tuttavia non credo ci siano state particolari influenze, forse nella pittura ho trovato un mondo magico che mi permette di esprimere tutte le mie emozioni, qualche volta come rifugio personale, altre volte con la voglia di gridare un emozione, uno stato d’animo, una gioia.

Progetti per il futuro?

“Per adesso continuo a lavorare e a creare, in previsione di una mia mostra personale. Presto ne sentirete parlare.

Credo nel mio lavoro, ma cerco al contempo nuovi stimoli ed ispirazioni, punto sempre in alto!”

Torniamo alla presentazione del documentario, cosa ti lega a Cecchi Gori ed al suo cinema?

“Un grande ricordo legato al 2001, quando da giovanissima ho partecipato al mio primo film sul grande schermo “E ADESSO SESSO”, con la regia di Carlo ed Enrico Vanzina, con cui ho lavorato in diverse altre commedie, distribuito appunto dalla Cecchi Gori Group. E’ stato il mio primo film in Italia, per il quale sono stata scelta a sorpresa anche per la locandina, vedendo d’improvviso le strade principali di Roma tappezzate della mia immagine! Una grande emozione che ricordo davvero con piacere e per cui oggi mi fa piacere essere qui”