Ecco l’assegno unico per i figli under 21

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Care famiglie (con figli),  soffriamo ancora un (bel) po’ e poi sarà realtà.

Bella notizia, vero? Piano, piano! Non correte. Solo a partire dal prossimo mese di luglio 2021, avremo il piacere di essere un Paese equiparato agli altri Paesi Europei, su questo delicato tema che Francia e Germania per non dire Danimarca hanno smarcato da sempre.

 

La legge di Bilancio 2021 lo stabilisce ora, ma gli effetti dovranno partire solo dalla seconda metà del 2021. Come dire… care famiglie, arrangiatevi ancora un po con i lauti assegni familiari esistenti e poi provvederemo portandoci al livello dei Paesi europei più evoluti.

Questioni di scarse risorse in cassa, forse, ma ricordo che ci sarebbe il Mef a dare una mano, in teoria, volendolo acquisire presto e bene…in fondo serve proprio a questo.

Per la misura di cui si parla sono stati stanziati già 3 miliardi aggiuntivi per il 2021 mentre a regime nel 2022 si arriverà a 6 miliardi, fattostà che ancora un altro annuncio benevolo si presenta ora alle famiglie italiane (con figli) che al momento possono godere delle detrazioni con una forchetta di valori dis-omogenei, che va in termini di detrazioni fiscali dai 98 ai 39 euro medi annui per redditi familiari, non ISEE, dai 15mila ai 70mila euro.

Per quanto riguarda invece gli Assegni familiari per le stesse fasce di reddito: una coppia con un figlio prende da max 134 euro a minimo 3 euro; una coppia con due figli dai 254 ai 19 euro; una coppia con tre figli da 371 a 75 euro al mese.

Cosa si sa e cosa no.

Ancora poco, per la verità.  Dicevamo “annuncio” perchè l’iter parlamentare per l’approvazione del disegno di legge-delega per l’assegno unico per i figli non ha dato ancora importi e  requisiti (sono ancora in fase di definizione),  mentre è noto che l’assegno universale sarà per figli fino a 21 anni  e a partire dal settimo mese di gravidanza e non potrà superare i 250 euro al mese per ciascun figlio; ci saranno maggiorazioni dal terzo figlio e se presenti disabili si prevede una quota fissa e una variabile in base alla composizione del nucleo familiare e all’ISEE, anche per lavoratori autonomi, fino a ora esclusi, e incapienti.

Farà riferimento l’ISEE, diversamente da oggi dove è il reddito familiare a far riferimento per ANF e detrazioni Irpef.

Oggi sono meno di max 4 milioni e mezzo le famiglie che percepiscono questa forma di aiuto, per i loro figli;

I nostri ragazzi dai dai 18 ai 21 anni vedranno una forma ridotta di aiuto, semprechè risultino iscritti ad un corso di laurea o professionale, compresi i tirocini, ma anche servizio civile universale o un lavoro con reddito basso.

Vi ricordate quella spiacevole definizione sui figli maggiorenni disoccupati o in cerca di lavoro ? i cosi nominati bambacioni? Bene , adesso rientrano nell’assegno unico e universale anche loro.

Un quota universale che dovrebbe andare ai 50 ai 100 euro per ciascun figlio mentre la somma variabile invece tiene conto del valore dell’ISEE del nucleo familiare fino a 50 o 60mila euro. Una maggiorazione del 20% sarebbe prevista a partire dal terzo figlio e si alzerebbe al 30 o anche al 50% per figli disabili.

Nonostante la grande indefinitezza su cifre e requisiti di questo “Family Act”,  il termine ci piace perché è poi nient’altro che traduzione di …“scusate, ora ci siamo accorti davvero di quanto sia importante dare un sostegno solido ai vostri figli, in modo continuativo e fino alla loro maggiore età.”

Alla fine ci pare di poter dire che, in mancanza di una pianificazione,  sempre da una crisi deve emergere qualcosa di buono.

Attenzione però..in cauda venenum: Il nuovo assegno unico per i figli, che dovrebbe garantire maggior sostegno e quindi assicurare che nessuno prenda meno di quanto attualmente percepito, potrà essere ottenuto come assegno vero e proprio o come credito di imposta.

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