sabato, Novembre 27, 2021
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Dl Pa, la Camera approva in via definitiva

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È stato approvato in via definitiva il Dl reclutamento, il decreto legge per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Pnrr e per l’efficienza della giustizia.  I voti favorevoli sono stati 339,  nessun voto contrario, 32 gli astenuti.

 “Il decreto reclutamento è finalmente legge! Un lungo e difficile lavoro che porta il Governo Draghi, con il prezioso contributo del Parlamento, a completare i tre pilastri essenziali per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza: alla progettazione della governance del Pnrr e alle semplificazioni normative decise con il Dl n. 77/2021 – approvato il 28 luglio 2021 definitivamente dall’Aula del Senato – si affianca il piano di riforma e potenziamento del lavoro pubblico per rafforzare la capacità amministrativa del Paese”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, commenta l’approvazione definitiva alla Camera del Dl 80/2021.

“Dotiamo la Pa di nuove competenze, soprattutto tecniche e gestionali”

“Dopo anni di blocco del turnover e di investimenti per la formazione ridotti al lumicino, dotiamo la Pa di nuove competenze, soprattutto tecniche e gestionali, perché l’attuazione dei progetti del Pnrr cammini speditamente. E investiamo nei dipendenti pubblici già in servizio, favorendo progressioni di carriera più fluide, osmosi con il settore privato, formazione, valorizzazione del merito. È l’ora di inventare insieme la nuova Pa, per la nuova Italia. Con il decreto – sottolinea il ministro – si raggiungono due obiettivi: da un lato si definiscono percorsi veloci, trasparenti e rigorosi per il reclutamento dei profili necessari all’attuazione del Piano, dall’altro lato si pongono le basi normative per la realizzazione delle due riforme orizzontali previste dal Pnrr, Pubblica amministrazione e giustizia. Il provvedimento aiuta, quindi, a tagliare in anticipo il traguardo delle ‘pietre miliari’ successive del Piano di ripresa e ci fa meritare in pieno l’anticipo di 25 miliardi dei fondi europei”.

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