Di Maso style: l’importanza del brand

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Il brand, o il marchio commerciale, è una risorsa importantissima per la creazione di valore in un’azienda. È il segno distintivo, quello che maggiormente è in grado di comunicare la “mission” aziendale e di legarne prodotti e servizi. Pertanto, la definizione del nome che vogliamo dare alla nostra impresa, insieme al logo, è un’attività faticosa che richiede il suo tempo di elaborazione. Non possiamo trascurare l’abito con cui la nostra impresa si presenterà. Curare l’immagine e sviluppare bene il brand significa garantirsi un vantaggio competitivo enorme che si traduce nella capacità dell’azienda di essere riconosciuta.

Il marchio ha una funzione suggestiva ed evocativa, attiene all’immagine e alla reputazione, ed in questo senso è una risorsa aziendale di tipo intangibile. In alcuni casi, la marca costituisce uno degli elementi fondamentali nel valore complessivo dell’offerta, influendo anche sulla formazione del prezzo di un prodotto. Si tratta di un valore “percepito” più che “reale”. Un esempio è il brand Apple che ormai fa parte dell’immaginario collettivo. Tuttavia, non sempre gli imprenditori investono sul proprio marchio commerciale. L’identità aziendale di molte imprese si confonde con la carta d’identità del titolare. Se una piccola azienda vuole ragionare da grande deve innanzitutto costruirsi un’identità che per quanto rispecchi quella del titolare abbia comunque un’essenza propria.

Nel mio caso specifico, io non ho inventato niente. Ho solo preso ogni volta un prodotto e l’ho rinnovato. Ho creato un nuovo modo di fare comunicazione e ho voluto subito dare l’imprinting di grande azienda, qualsiasi iniziativa ho intrapreso. Mi concentro sempre su un marchio e un nome vincente. I naming dei miei progetti sono sempre quelli giusti, e sin dai primi passi ho iniziato a curare tutti gli aspetti della comunicazione e del marketing per far conoscere i miei marchi. Per fare questo mi sono semplicemente dovuto limitare a trasferire il mio “modo di essere” alla mia azienda. Le mie aziende parlano di me, della mia cura per i dettagli, dell’importanza dell’ immagine. Da quando mi occupo del marketing dell’ascoli calcio, senza falsa modestia, posso dire che si parla tantissimo di noi. Nel periodo del Lock Down non c’era un giorno che non si parlava di noi. Ho lanciato dei webinar innovativi a cui hanno partecipato i personaggi più significativi del calcio Italiano.

Ammetto di essere un tipo vivace, esuberante e all’avanguardia, soprattutto in virtù delle mie stravaganze stilistiche in quanto un’idea o un capo d’abbigliamento che oggi, agli altri, sembra estremo, poco dopo viene comunemente accettato. Essere stravaganti, a volte, conviene. È così che ho conosciuto Madonna, la rock star. Era il 2006 e mi trovavo in vacanza a Sant Tropez con un gruppo di amici. Una sera, mentre ci stavamo divertendo al Cave de Rue, la discoteca più esclusiva del posto, arriva Madonna che inizia a fissarmi. L’oggetto del suo interesse, ahimè, non ero io, ma le mie scarpe. Indossavo un paio di Church’s bicolore, per l’esattezza bianco e verde vernice, ed era talmente interessata ad averle che mandò il suo bodygard a chiedermi indicazioni su dove trovarle. Poi mi ringraziò e mi invitò a un suo successivo concerto a Roma.

Ad assecondare le mie stravaganze stilistiche è il mio amico Viviano, proprietario di negozi di alto livello a Roma. Nella scelta dei campio- nari riesce sempre a trovare la chicca particolare su misura per me. Di lui mi fido, non è il solito commerciante che vuole vendere a tutti i costi. Io sono un decisionista, ma se c’è qualcuno che può darmi consigli sul mio look, questi può essere solo Viviano. È l’uomo con più gusto che io abbia mai conosciuto.

Il brand ha una funzione suggestiva ed evocativa, attiene all’immagine e alla reputazione della nostra impresa.

A settembre uscirà il mio libro sul personal branding. Si chiama “ you are your brand”.

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