D’AMICO: PORTO IN TUTTO IL MONDO LA CULTURA DEL CIBO ITALIANO

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Qualità, genuinità, amore per le forme più pure della tradizione: la cucina, l’arte, lo sport.

Scelta scrupolosa delle materie prime e ricette segrete tramandate nel corso dei secoli: perché il territorio e le sue eccellenze enogastronomiche sono valore e cultura da portare in Italia e nel mondo.

Così si spiega il successo del marchio D’Amico, da oltre 50 anni, sinonimo di bontà e italianità e azienda leader nella produzione di conserve alimentari.

Incontriamo Sabato D’Amico, Amministratore Delegato del Gruppo D’Amico, e nuovo presidente di Confindustria Salerno del Gruppo Alimentare.

Dal 1968 il marchio D’Amico è sinonimo d’eccellenza ed italianità: quanto e come è cambiato il mercato dal boom degli Anni 60 alla società 2.0 e quale e’, ancora oggi, il vostro ‘ingrediente” più importante che tramandate di generazione in generazione?

Dal 1968, anno di nascita di D’Amico, ad oggi, il mercato si è chiaramente evoluto e anche la nostra impresa è cresciuta e ha ampliato l’assortimento, mentre sono rimasti immutati i valori che da sempre ci contraddistinguono e che trasferiamo nei nostri prodotti: qualità, genuinità, vicinanza, tradizione e innovazione, senza dimenticare l’attaccamento al territorio espresso anche attraverso il legame al mondo dell’arte, della cultura e dello sport. 

L’ingrediente del nostro successo è da ricercare nella cura e nella attenzione che mettiamo nella scelta delle materie prime, con le quali realizziamo i nostri prodotti, unitamente alla varietà delle proposte e alla possibilità di recuperare le ricette tipiche del nostro Paese. Tutti questi elementi insieme ci hanno portato con orgoglio ad essere apprezzati e a rappresentare il Made in Italy nel mondo.

Durante l’emergenza Coronavirus tutti gli italiani si sono scoperti cuochi provetti o quantomeno hanno fatto del loro meglio per cucinare “portate stellate”…Quali sono stati i prodotti D’Amico più venduti?

Molti italiani per esorcizzare lo stress e la paura del periodo hanno cercato di impegnare le giornate dedicandosi ad altro. Il “cibo” ha rappresentato un po’ per tutti un ottimo rimedio, oltre che una necessità, per “coccolarsi” e farsi compagnia attraverso la preparazione di sofisticate o fantasiose ricette.

Tutti i nostri prodotti, essendo distribuiti nel canal GDO e online, hanno ottenuto dei risultati di vendita molto buoni, i più apprezzati sono stati i Funghi Trifolati Champignon Logrò, i Pomodori Secchi e le Zucchine alla Caprese D’Amico.

L’azienda è molto attiva sui social. Le vostre gustosissime ricette riscuotono sempre un grande successo: per promuovere le primizie i canali web hanno rapidamente sostituito i media tradizionali? 

L’attività digital e social ormai riveste un ruolo essenziale, ma i media tradizionali rimangono comunque importanti: cerchiamo, infatti, di svolgere attività di comunicazione su entrambi i tipi di media con lo scopo di raggiungere interamente il nostro target. Ad esempio, sul lato digital abbiamo implementato il nostro e-commerce, intensificato l’attività sui social network, svolto attività di real time marketing e collaborazioni con blogger; sul lato dei media tradizionali, nel mese di aprile siamo tornati on air sulle reti Sky con lo spot “Il verde che ci unisce”, nel mese di luglio abbiamo realizzato un’affissione per sostenere il restauro della Chiesa Santo Spirito di Napoli, e abbiamo svolto una campagna outdoor di affissioni a Milano e Napoli. Vogliamo quindi presidiare tutti i media principali trasmettendo i nostri valori.


Cibo e territorio: la tradizione di stare a tavola, in famiglia, in amicizia o per chiudere un importante affare di lavoro, soprattutto al Sud è un momento sacro.

Quale è il piatto che dedicherebbe alla sua terra?

Sarebbe riduttivo indicare solo un piatto che incarni appieno tutti valori che rendono unico il nostro Paese nella sua varietà. Se dovessi fare una scelta personale, tra i tanti piatti tipici della cucina italiana e campana in particolare, sceglierei uno dei più tradizionali e semplici, ma che allo stesso tempo può essere arricchito, innovato e reso sempre diverso pur mantenendo la stessa base: “la pizza” espressione simbolo del food made in Italy proprio come i nostri prodotti che portano le ricette della tradizione italiana in tutto il mondo.

Siete presenti nei paesi del mondo più importanti dal punto di vista commerciale: Europa   Canada, Russia, Emirati Arabi, Messico, Australia e Cina. Il Coronavirus ha condizionato e in quale misura il rapporto con i mercati stranieri? 

L’emergenza Coronavirus, soprattutto all’inizio, ha condizionato molti mercati esteri e abbiamo dovuto affrontare diverse difficoltà anche nell’export dei prodotti italiani, che hanno subito rallentamenti. Adesso la situazione è migliorata e il settore è in ripresa e per questo ci auguriamo un ritorno, quanto prima, alla normalità in tutti i Paesi.

Il Torneo internazionale di calcio giovanile “Citta Cava dei Tirreni”, con la professionalità dell’ideatore Giovanni Bisogno, e grazie al vostro supporto, dal 1994, è equiparabile al Viareggio Cup: sport, giovani, cultura e territorio, buona alimentazione, sono la migliore pubblicità per il marchio D’Amico? 

La nostra impresa vive e prende dal territorio in cui è nata e cresciuta e a quel territorio desidera restituire. Questo forte attaccamento alle nostre origini e la volontà di esprimere la nostra vicinanza alla comunità, ci ha portato a sostenere iniziative a livello locale nel mondo dello sport. Un esempio è il Torneo internazionale di calcio giovanile “Città Cava dei Tirreni”, che valorizza il talento dei giovani e promuove, come sana abitudine, l’attività fisica, un’alimentazione equilibrata, la convivialità e il gioco di squadra, attraverso uno sport come il calcio.

Siamo molto vicini anche al mondo dell’arte e della cultura, promuovendo la bellezza dell’italianità, come dimostra la nostra orgogliosa partecipazione al progetto di tutela del tempio più grande dell’antica polis di Paestum, il Tempio di Nettuno.

Quotidianamente, con i nostri prodotti rappresentiamo il made in Italy all’estero e contribuiamo a diffondere la conoscenza della nostra storia e della nostra cultura nel mondo. Crediamo fermamente, infatti, che solo preservando e valorizzando, non solo il patrimonio artistico nazionale, ma anche il talento dei giovani, possiamo contribuire alla crescita e allo sviluppo del nostro territorio.

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