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lunedì, Giugno 24, 2024
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Cucina italiana candidata a Patrimonio dell’Umanità Unesco

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Siamo qui per portare avanti una competizione che vedrà nel 2025 la cucina italiana candidata a patrimonio dell’Umanità Unesco e con questo tipo di riconoscimento, sarà degna di essere difesa, tutelata e valorizzata. Saranno due anni nei quali vorremmo coinvolgere tutti gli attori protagonisti del nostro Sistema Italia, fatto di quei milioni di italiani che per affetto, per cuore e per passione, abitano nel pianeta e sono i nostri migliori ambasciatori, raccontando quello che vale la nostra cultura, la nostra storia, le nostre emozioni. Nel mondo c’è tanta sete e tanta fame di Italia e noi dobbiamo essere all’altezza di poter fornire gli elementi per soddisfarla“.

Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, intervenendo alla presentazione ufficiale della candidatura della cucina italiana a Patrimonio dell’Umanità Unesco al Ghotam Hall di New York, alla presenza di Mariangela Zappia, Ambasciatrice dell’Italia negli Stati Uniti, Matteo Zoppas, Presidente di ICE, degli assessori della Regione Siciliana, Campania, Calabria ed Emilia-Romagna, e di oltre 150 rappresentati di istituzioni e imprenditori, provenienti dall’Italia, dagli Stati Uniti e dal resto del mondo.

Dobbiamo saper dare risposte alla popolazione del pianeta che cresce in maniera esponenziale. La scelta sarà se garantire cibo per tutti o buon cibo per tutti. Sarà una sfida che vedrà protagonista l’Italia e che si può raccogliere non rinunciando all’elemento della qualità nella produzione del cibo”, ha sottolineato il ministro Lollobrigida. “Non si arriva alla soluzione standardizzando i prodotti, rendendoli tutti uguali, omologandoli e creando produzioni a basso costo e a basso potenziale nutrizionale. Bisogna riuscire a fare scelte diverse. La cucina italiana nel suo insieme può essere uno degli elementi sui quali basare questo approccio. Noi tutti siamo il simbolo della qualità delle nostre denominazioni e delle capacità di produzione e trasformazione.“, ha concluso il ministro.

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