giovedì, Febbraio 22, 2024
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Controlli sulle attività economiche, Cdm approva schema decreto di semplificazione

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Semplifica i controlli, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni per alleviare il carico sulle attività economiche, lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri.

Il provvedimento del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, di concerto con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, introduce un nuovo approccio nei rapporti tra le istituzioni e le imprese, fondato sulla collaborazione, sulla premialità dei comportamenti virtuosi e volto perciò alla prevenzione degli illeciti.

“Puntiamo a ridurre gli oneri amministrativi, soprattutto per le piccole imprese, ad accrescere la trasparenza amministrativa, a incidere sui fenomeni corruttivi, migliorando la competitività e lo sviluppo del territorio. Controlli più razionali non significa infatti meno controlli, ma più efficaci. L’obiettivo è dunque quello di favorire le imprese e migliorare il rapporto con la Pa, così da generare ricadute positive per l’intera collettività”, commenta il Ministro Zangrillo.

Finalmente il nostro Paese si doterà di un nuovo sistema di controlli sulle attività economiche, che saranno più razionali ed efficaci, secondo un approccio collaborativo tra la Pubblica amministrazione e il tessuto industriale. Per la prima volta i controlli saranno indirizzati dove il rischio è più elevato, alleggerendo l’onere regolatorio nei settori a rischio minore. Una riforma sfidante e innovativa, attesa da oltre 10 anni. Il governo è dalla parte di chi produce, al fianco delle imprese, avanti su questa strada”, dichiara il Ministro Urso.

Sono molte le novità contenute negli undici articoli del decreto legislativo che attua la semplificazione dei controlli sulle attività economiche prevista dalla legge sulla concorrenza. Il principio guida è quello del “controllo collaborativo” che deve guidare le imprese nello svolgimento corretto delle loro attività più che produrre sanzioni per chi non è in regola. Per questo motivo viene stabilita l’impossibilità di procedere in contemporanea a ispezioni diverse sullo stesso operatore, la limitazione delle ipotesi di accessi a sorpresa e la valorizzazione del contraddittorio anche nell’eventuale fase sanzionatoria.

Per la prima volta la Pubblica amministrazione direzionerà i suoi controlli dove il rischio è più alto, alleviando dagli oneri dei controlli i settori dove è invece minore. Per la realizzazione di questo obiettivo viene introdotto un vero e proprio sistema di identificazione del rischio, cui consegue il rilascio di un bollino certificativo di c.d. “basso rischio” con il diritto per l’impresa di essere sottoposta a controlli con un intervallo non inferiore a un anno.

Di grande rilevanza anche la previsione che le varie amministrazioni censiscano ed effettuino un coordinamento complessivo delle loro attività, per eliminare gli adempimenti amministrativi non necessari o non proporzionati. Lo strumento operativo, in tal senso, è il fascicolo informatico d’impresa, che conterrà tutte le informazioni volte a garantire la non ripetizione dei controlli.

Lo schema di  decreto legislativo prevede inoltre un periodo di ‘franchigia’ per chi ha superato positivamente un controllo, con il rafforzamento del rapporto di fiducia reciproca tra Istituzioni e attività economiche che svolgono la loro attività nel rispetto delle norme, salve ovviamente le attività conseguenti a indagini giudiziarie o a qualificate segnalazioni di terzi e per i controlli in materia di sicurezza sul lavoro.

Per valorizzare la collaborazione e il dialogo tra le Amministrazioni e le imprese viene infine introdotta, per alcune fattispecie meno gravi e di carattere formale, una sorta di “diritto all’errore scusabile”: si tratta dell’obbligo della previa diffida, così da consentire agli imprenditori in buona fede di sanare le proprie posizioni, con riferimento a infrazioni che non recano danno all’interesse pubblico, e tornare al pieno rispetto delle regole senza incorrere in sanzioni che saranno invece aggravate se la diffida non verrà ottemperata dall’operatore.

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