giovedì, Dicembre 8, 2022
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Comunità energetiche rinnovabili: cosa sono

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La nuova normativa italiana in materia di Comunità Energetiche Rinnovabili (REC) imprime un forte impulso alla generazione distribuita, favorendo lo sviluppo della produzione energetica locale a ‘chilometro zero’ e delle smart grid.

Una Energy Community è un’associazione che produce condivide energia rinnovabile, generando e gestendo autonomamente energia verde economicamente vantaggiosa, riducendo le emissioni di CO2 e gli sprechi energetici. La comunità può essere composta da cittadini locali, imprese, pubbliche amministrazioni, piccole e medie imprese, ecc.

Chi può formarne o farne parte: requisiti

membri di una comunità energetica possono essere persone fisiche o giuridiche: in pratica, qualsiasi soggetto pubblico o privato che voglia costituire una Comunità di Energia Rinnovabile. Ad esempio, le persone che vivono nello stesso quartiere e desiderano sviluppare un REC possono farlo.

Quali passaggi devono essere seguiti? Innanzitutto è necessario individuare l’area in cui verrà installato l’impianto di produzione di energia, perché deve essere in prossimità delle utenze. In generale, sono particolarmente consigliati i terreni industriali dismessi: tali siti sono generalmente sufficientemente grandi per ospitare un futuro impianto rinnovabile e soddisfano i requisiti di dimensione, posizione e destinazione d’uso previsti dalla normativa.

L’energia elettrica prodotta deve essere condivisa utilizzando la rete di distribuzione elettrica esistente e l’autoconsumo dell’energia rinnovabile avviene virtualmente.

L’impianto non deve necessariamente essere di proprietà della Comunità; può anche essere messo a disposizione da uno o più dei membri partecipanti, o anche da una terza parte.

Come creare una comunità di energia rinnovabile

Le persone e le organizzazioni interessate che soddisfano i requisiti per l’appartenenza al progetto possono costituire una Comunità di Energia Rinnovabile, che è un soggetto giuridico.

Poiché per legge non può essere costituita una Comunità dell’Energia con finalità di lucro, le forme organizzative più comunemente utilizzate per ragioni di praticità e convenienza sono quelle dell’associazione senza personalità giuridica o della cooperativa.

Le associazioni prive di personalità giuridica possono essere costituite attraverso un semplice contratto di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate e hanno costi di gestione contenuti e requisiti organizzativi relativamente semplici.

Tutti i membri di una Comunità dell’energia mantengono i propri diritti di utenti finali, compreso il diritto di scegliere il proprio fornitore di energia elettrica, e possono recedere dalla Comunità in qualsiasi momento.

Vantaggi delle comunità energetiche che condividono l’energia

Benefici ambientali

Non emettono CO2 e la produzione locale di energia a ‘km zero’ evita lo spreco di energia attraverso le perdite durante la distribuzione

Benefici economici

Ogni membro della Comunità dell’Energia continua a pagare integralmente la bolletta al proprio fornitore di energia elettrica, ma riceve regolarmente dalla Comunità una somma in base ai benefici condivisi. Questa compensazione equivale di fatto a una riduzione della bolletta energetica

Benefici sociali

Le comunità energetiche favoriscono lo sviluppo di un settore produttivo locale e la crescita di nuovi posti di lavoro

Le comunità energetiche promuovono anche l’economia circolare, perché gli impianti sono solitamente costruiti su terreni industriali dismessi, che vengono riconvertiti. Offrono anche una sostanziale opportunità per sostenere e stimolare la crescita delle piccole e medie imprese, che possono trovare un ruolo da svolgere nello sviluppo, costruzione, gestione e manutenzione degli impianti rinnovabili, a vantaggio dell’industria locale e dell’occupazione nell’area in cui operano.

La bioedilizia è il core business di Distretti Ecologici, una realtà che sviluppa progetti e soluzioni per il sostegno e la crescita di privati, aziende e istituzioni verso la transizione energetica e la riconversione green, fondamento necessario per il futuro di tutti. Il suo scopo è quello di sfruttare al meglio tutte le opportunità che il governo e l’Europa ci mette a disposizione, grazie a incentivi come il superbonus o i piani previsti dal PNRR.

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