CIOCCHETTI: ROMA E’ ALLO SBANDO, SERVE UNA SVOLTA EPOCALE E DICO NO AL RAGGI BIS

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La passione politica maturata a soli 18 anni,  quando diventa Presidente del comitato di quartiere Decima-Torrino. Un occhio sempre attento ai principi della Chiesa e del cattolicesimo e la consapevolezza che l’aver aiutato a migliorare la vita anche di un solo cittadino lo ha ripagato dei sacrifici svolti. Fra i valori fondativi della sua attività politica ci sono infatti l’impegno civico e sociale finalizzati alla soluzione concreta dei problemi. Si può descrivere con queste parole  Luciano Ciocchetti, politico di lungo corso, di consolidata esperienza e di conoscenza vera e capillare del territorio, consigliere comunale a Roma (1989-1993 e rieletto nel 1997), consigliere regionale del Lazio (2000-2005), Deputato di lungo corso,  e Vice Presidente della Regione Lazio (2010-2012), oggi con  Fratelli d’Italia una delle voci politiche più note ed  ascoltate della Capitale.

Onorevole  Ciocchetti, in base alla sua lunga carriera nelle istituzioni e sul territorio, come giudica  l’operato di Virginia Raggi? Se lo merita Roma un “bis pentastellato”? 

Assolutamente NO. Roma in questi 4 anni e mezzo è stata abbandonata in tutto e per tutto. Dalle cose basilari di una amministrazione (manutenzione, decoro e servizi) a quelle più grandi, come assicurare uno sviluppo alla città, come definire una visione che consenta a Roma di tornare ad essere davvero Capitale d’Italia. Capitale della cristianità e Capitale Culturale e Turistica.  Roma oggi ha perso tutto questo. Roma è sporca e abbandonata. Non si taglia  l’erba e non si potano gli alberi perché in tutti questi anni non sono riusciti neppure a fare le gare d’appalto. Senza pensare alla situazione dell’AMA: la raccolta differenziata ha fatto passi indietro, i cassonetti per strada sono sempre pieni e la spazzatura è molte volte sulla strada. Non si è fatto nulla per realizzare gli impianti di smaltimento. Il trasporto pubblico locale gestito da Atac ha ridotto la frequenza del passaggio degli autobus del 30% in confronto al 2016 e sono più gli autobus che vanno a fuoco che quelli che girano per la città, senza pensare ai ritardi nella realizzazione della Linea C della metropolitana e i ritardi nella manutenzione delle altre Linee. E poi il NO alle Olimpiadi che ha fatto perdere a Roma 5mld di contributi del CIO e dello Stato. I ritardi sulle grandi trasformazioni urbane, quelle che a Milano hanno consentito di assicurare crescita, sviluppo e posti di lavoro. Gli inaccettabili ritardi e omissioni di risposte alle imprese da parte degli uffici capitolini alle richieste di permessi e autorizzazioni che mortificano con tempi biblici la possibilità legittima di intraprendere. Il fallimento  sulle politiche sportive, culturali e sociali. Una Città  allo sbando totale. Serve un cambiamento epocale che rimetta in carreggiata Roma e i suoi cittadini. 

Quali le emergenze principali da affrontare subito per la Capitale sotto stress anche per la gestione del periodo post Covid?

Semplificare, semplificare ,semplificare la burocrazia e ridurre al massimo i tempi di risposta alle richieste dei cittadini e delle imprese. Pulire a fondo la Città , centro e periferia. Tagliare in modo programmato l’erba e potare gli alberi e sostituire quelli malati o morti. realizzare impianti di smaltimento dei rifiuti, riaprire quelli chiusi. Mai più discariche. Rifare le strade e i marciapiedi. Snellire tutte le procedure amministrative. Attuare con coraggio le trasformazioni urbane bloccate da anni. Pulire i Quartieri e le zone periferiche e definire un programma per dotarli dei servizi essenziali. Potenziare i Servizi Sociali alle famiglie e alle persone in difficoltà. Rilanciare il ruolo di Città Capitale della Cultura con un grande patto con tutte le istituzioni pubbliche e private esistenti. Attuare davvero una cura del ferro eccezionale per collegare anche con Tram in maniera intermodale tutto quello che già esiste. E cosi via . Di cose da fare ce ne sono davvero tante e non possono essere ricomprese tutte in una risposta ad una intervista. 

Quale profilo lei consiglierebbe come sindaco alle prossime elezioni comunali? Un politico, un tecnico o un manager? 

Io penso che serva un Candidato Sindaco che conosca in profondità Roma , che ne conosca tutte le sue differenze tra zona e zona, e non solo tra un generico Centro e una generica periferia. Roma è una città con mille differenze e un Sindaco con la sua amministrazione deve mediare interessi e differenze per far diventare tutti CITTÀ. Quindi serve un Politico di territorio che sia affiancato da una forte e riconoscibile squadra mista di politici e tecnici. Un Sindaco che parte da pulire la casa , quindi tutta la Città di Roma, che la rimetta in sesto e che poi insieme alla sua forte squadra assicuri una visione per il futuro di Roma Capitale.

Come si prepara a scendere in campo e quale sarà lo slogan della sua candidatura?   

Io non sarò candidato. Il mio  è un contributo per salvare questa città e cercare di scegliere il candidato sindaco migliore e la squadra più efficace possibile.

Sappiamo che è un grande tifoso della Roma. Cosa pensa della questione-stadio? Tor di Valle è davvero la location migliore per la sua costruzione? 

Tor di Valle è stata scelta dai proponenti , come recita la legge sugli stadi, e ha ricevuto ben 2 delibere di riconoscimento dell’interesse pubblico da parte del Consiglio Comunale di Roma Capitale (una sotto la giunta Marino e un’altra sotto la giunta Raggi). Dal punto di vista urbanistico in quell’area esisteva dal 1953 un Ippodromo, quindi un impianto sportivo. È un’area vicinissima al GRA e all’autostrada Roma -Fiumicino, ci sono due linee di trasporto su ferro vicine (Roma -Lido e Roma -Fiumicino). È un’area abbandonata dal 2013, anno di chiusura dell’ippodromo, e totalmente libera. Gli insediamenti abitativi più vicini sono al di là della via del Mare e la via Ostiense e al di là del fiume Tevere, dell’autostrada e della via Portuense. Quindi  sinceramente io non vedo quale altra area poteva essere più idonea di questa. Il punto è un altro:  il progetto riformato dalla Raggi è peggiorato fortemente dal punto di vista trasportistico e delle infrastrutture da realizzare (vedi  ponte dello stadio ) che non ce più . Ma ormai credo che sia passato talmente tanto tempo e noi non possiamo più permetterci di rinunciare ad un investimento complessivo di soldi privati di circa 1 mld di euro , di cui 250 milioni di opere pubbliche. Questa Città riparte solo se riesce ad attrarre investimenti privati importanti e questo è essenziale per il lavoro e per l’economia.

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