lunedì, Ottobre 3, 2022
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Astensionismo: nasce la commissione di studio

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Federico D’Incà, Ministro per i Rapporti con il Parlamento al termine della prima riunione con la commissione di studio sul fenomeno dell’astensionismo elettorale, si è espresso sul raggiungimento di questo importante traguardo.

L’astensionismo rappresenta una rinuncia alla partecipazione alla vita democratica del Paese che si esprime soprattutto attraverso il voto dei cittadini. Per indagare i motivi alla base di questo fenomeno, che riguarda ormai tutte le democrazie moderne, e proporre soluzioni e strumenti normativi che possano favorire la partecipazione dei cittadini ai momenti elettorali, ho fortemente voluto l’istituzione di una commissione di esperti”.

Questa mattina, nella biblioteca Chigiana, ho firmato il decreto e presieduto la prima riunione di questa commissione che sarà composta, oltre a membri del mio Gabinetto e del Dipartimento per le riforme, da Franco Bassanini, professore e costituzionalista che coordinerà i lavori, Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’ISTAT, la ricercatrice Alessandra Ferrara dell’Istat, Leonardo Morlino, professore di Scienza della politica, Paolo Feltrin, politologo ed esperto in materia elettorale, Cristina De Cesare, consigliera della Camera dei Deputati, Adriana Apostoli ed Elisabetta Lamarque, professoresse di diritto costituzionale, Antonio Floridia, già presidente della Società Italiana di Studi Elettorali, il prefetto Fabrizio Orano, direttore del Ministero dell’Interno, Paolo Donzelli, consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri presso il Dipartimento per la trasformazione digitale”.

Secondo il Ministro D’Incà “alla base dell’astensionismo ci sono molteplici ragioni, oltre a quelle di carattere politico e culturale, come quelle legate a difficoltà materiali, ovvero a ostacoli burocratici, che saranno oggetto dell’attività di analisi della commissione. L’obiettivo sarà quello di individuare le proposte per incentivare la partecipazione democratica e rimuovere gli elementi che la possano scoraggiare, a partire proprio dai fattori burocratici: dalla possibilità di abolire la tessera elettorale all’istituzione di un vero ‘election day’, dalla soluzione dei problemi di voto per i cittadini che si trovino distanti dalla residenza a quelli degli anziani e dei malati. Queste le prime idee su cui si è cominciato a lavorare. A tutti i componenti della commissione auguro buon lavoro”.

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