A tu per tu con il Team Manager della Nazionale di Rugby U18, Claudio Gaudiello

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Claudio Gaudiello, con un Master in Management dello sport, è attualmente Direttore Sportivo delle Fiamme Oro il gruppo sportivo della Polizia di Stato, Team Manager della nazionale italiana under 18 e membro della commissione di Rugby Europe per lo sviluppo del rugby juniores. E’ stato un giocatore di rugby professionista in forza al Rugby Sannio alla Rugby Roma ed alle Fiamme Oro; ha disputato da titolare due Sei Nazioni con la maglia della nazionale juniores u.21 dal 2000 al 2002. Nello stesso anno colleziona anche un cap con la Nazionale “A” contro le Isole Fiji. E’ fortemente orientato alla formazione sulla leadership e team building, ha introdotto in diverse realtà aziendali una formazione manageriale basata sui principi e i valori del rugby. Come consulente collabora con Performance Strategies per la promozione di percorsi di formazione, gestione grandi eventi ed esperienze di apprendimento orientate al risultato. Ha collaborato con la Federazione Italiana rugby in qualità di supporto al marketing per l’organizzazione del RBS Six nation 2011. Partecipa a diversi corsi sulla comunicazione efficace, negoziazione e vendita con docenti di fama internazionale. Per lui il marketing più importante è quello relazionale. In queste ore di forzato riposo a causa del Coronavirus abbiamo raccolto una lunga intervista insieme a lui

1) Tu, da due anni, segui, in qualità di Team Manager, la Nazionale U18 dopo essere stato per quattro anni al seguito della U17. Che impressione hai della qualità dei ragazzi che arrivano dai CFP e che considerazione hanno di noi i tecnici delle altre Nazionali?

” Prima di tutto ringrazio la Fir per questa opportunità e la Polizia di Stato che, attraverso le Fiamme Oro Rugby, mi permette di svolgere questo doppio incarico. Nel merito della domanda va detto che i ragazzi che arrivano dai CFP sono ottimamente preparati sia fisicamente che tecnicamente. Penso che a livello juniores noi italiani non siamo secondi a nessuno e lo dimostrano i risultati degli ultimi 5-6 anni delle rappresentative nazionali U17-U18. Basta guardare le tante vittorie di questi ultimi anni nelle varie categorie. Un lavoro che, poi, viene finalizzato in U20, categoria nella quale, negli ultimi anni le nostre performance sono notevolmente cresciute. È importante rilevare che i nostri tecnici sono rispettati e considerati di ottimo livello da tutta l’Europa rugbistica che conta.”

2) Ormai sparare a zero su tutto ciò che è targato FIR è diventato un “must” per molti commentatori, più o meno improvvisati, tu che vieni da un gruppo sportivo, le Fiamme Oro, che pur non essendo “privato” ha comunque al suo interno atleti che hanno come loro target la vittoria di titoli italiani, europei e olimpici, che opinione ti sei fatto della qualità e della serietà professionale della struttura tecnica dei CFP gestiti dalla FIR?

“Nel nostro Paese (soprattutto dopo l’avvento dei social) la cosa più semplice e facile che tutti sanno fare e’ criticare, nell’ambito sportivo ancora di più . Sarebbe bello che invece di criticare solamente, si fosse anche un po’ propositivi, cercando soluzioni “possibili e reali” ai problemi. Io credo nel progetto tecnico federale che ha nei nei CFP il primo gradino di formazione, ritengo siano l’unico modo in cui gli atleti possano essere seguiti da vicino e con professionalità; solo pochissimi club in Italia sarebbero in grado di far compiere un percorso simile a questi atleti. Dunque, ben vengano i CFP in tutta Italia, soprattutto nel Sud dove, attualmentre, mancano e dove ci sono certamente atleti di livello assoluto. Per quanto riguarda i gruppi sportivi, vale la stessa regola: gli sport che, erroneamente, vengono definiti come “minori”, ma che sono quelli per cui noi gioiamo ogni quattro anni per la valanga di medaglie che portano in competizioni come le Olimpiadi, in Italia non avrebbero spazio e, soprattutto, non potrebbero contare su strutture professionali come quelle che possono mettere a disposizione i Gruppi sportivi militari e ad ordinamento civile come Fiamme Oro. In più, al termine della carriera sportiva, un atleta appartenente a questi Gruppi può contare su un futuro certo, o continuando a far parte dei gruppi sportivi come tecnico, manager, preparatore atletico, etc… (come il sottoscritto), oppure continuare la propria carriera in una forza dell’ordine o in una forza armata.”

3) La Nazionale Maggiore ha iniziato un nuovo ciclo con Franco Smith. Pur nella considerazione di una realtà che ci vede ancora un po’ lontani dai nostri competitors del SixNations, quale pensi possa essere il contributo che può portare Franco Smith al nostro movimento di vertice?

“Abbiamo avuto il piacere di conoscere Franco Smith, perché con le Fiamme oro abbiamo svolto un allenamento congiunto con la Nazionale in preparazione del match con la Scozia nel Sei Nazioni. Mi ha fatto un’ottima impressione, una persona votata al lavoro e che conosce bene il nostro Paese , avendo sia giocato che allenato la Benetton, e le problematiche del nostro movimento. Inoltre parla benissimo l’italiano e non è cosa da poco. Diamogli il tempo necessario e la fiducia per farlo lavorare. Ha già dimostrato di avere coraggio inserendo molti giovani nel giro azzurro. Credo che la strada giusta sia quella. Giudichiamolo tra qualche anno.”

4) Le polemiche sul fatto che le Fiamme Oro si “occupino” di sport e di rugby in particolare sono sempre pronte a scattare. Tu da poliziotto e da rugbista quale pensi possa essere il valore aggiunto che un’attività sportiva ricca di valori, quale è il rugby, possa portare alla formazione di un ragazzo che sceglie di impiegarsi nelle forze di Polizia?

“Le Fiamme Oro rugby esistono dal 1955 ed hanno vinto 5 scudetti e, forse, a qualcuno sfugge perché è passato del tempo, ma hanno fatto la storia del rugby italiano e sono anche arrivate, negli anni d’oro, a fornire alla nazionale 13 atleti su 15. E’ chiaro che negli ultimi anni le Fiamme diano di nuovo fastidio poiché sono tornate a lottare quasi sempre per guadagnarsi un posto nei play off. Oramai alle polemiche abbiamo deciso di rispondere solamente con i risultati e le prestazioni. Come ho già detto prima, i gruppi sportivi militari sono al servizio dello sport italiano. Inoltre, a causa della crisi economica e lavorativa che stringe da qualche anno il nostro Paese, penso sia importante per un atleta, di qualsiasi disciplina sportiva, riuscire ad entrare in un Gruppo sportivo come quello delle Fiamme Oro in quanto trova stabilità e sicurezza economica e di ciò dobbiamo solo esserne tutti felici se siamo uomini di sport. Nello specifico poi, la formazione di un ragazzo che ha deciso di fare il “poliziotto”, attraverso i valori che il rugby esprime , non puo’ che farne un cittadino migliore. In un settore sempre più strategico nella società moderna, quale è quello della sicurezza dei cittadini, avere operatori che arrivano da una formazione rugbistica è un grande valore aggiunto.”