Site icon Italia News Online

Clima e idrogeno all’inglese

Quando si dice il pragmatismo degli anglosassoni ci si riferisce ad una o più abilità, attitudini secolari nel saper non perdere tempo e dire e fare con poche mosse quello che i popoli latini, ad esempio, fanno con tempi e modalità più…ragionati e certamente lenti.

D’altra parte con il loro pragmatismo, i britannici, popolo di mercanti e navigatori con le mani in mano non ci sono mai stati: dopo aver conquistato i mari di tutto il mondo, hanno attraversato l’Atlantico destinazione terre native d’America, sponda est.

In linea con la loro tradizione pragmatica, quindi, i british citizens, non ci sorprendono con il lancio del Piano da 12 miliardi di sterline per affrontare di petto la questione del cambiamento climatico, e indovinate chi si muove per questo? Niente di meno che i conservatori della house of commons! che con il loro leader e premier Boris Johnson (peraltro di nuovo in isolamento, ndr)  hanno deciso di mettere al bando dalla circolazione tutte le auto a benzina e diesel per incentivare l’uso di auto elettriche.

Come? Entro il 2030 solo motori diesel puliti per il trasporto merci. Soltanto i veicoli ibridi potranno circolare fino al 2035, tutto il resto sarà off!

Questo è il piano che Boris il biondo vuole presentare al prossimo COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che dovrebbe svolgersi il prossimo anno a Glasgow in Scozia- mentre Francia e Spagna puntavano al 2040 quale anno limite per smettere di inquinare.

Si parte col finanziare l’installazione di postazioni diffuse per il caricamento delle batterie delle auto elettriche presso le abitazioni e lungo le strade di tutta l’isola, da nord a est e fino a sud. Costi di investimento per più di 1 miliardo.

Le due novità pesanti saranno però gli impianti di riscaldamento a idrogeno e quelli per l’energia nucleare a scopi civili; nel progetto ecologico globale rientrano tanti nuovi alberi per risanare siti naturalistici e aree verdi, e le immancabili piste ciclabili e pedonali. Si sente parlare anche di impianti domestici alimentati da energia eolica in ogni casa, nei prossimi 10 anni, tutte attività che potranno creare circa 250mila posti di lavoro.

Ecco come lo ha detto il premier inglese: “Il mio piano in dieci punti sosterrà e proteggerà centinaia di migliaia di posti di lavoro green, mentre si andrà  verso l’obiettivo di zero emissioni entro il 2050 “.


Ed è qui che fa la comparsa anche in UK l’idrogeno verde o  blu, nuovo eldorado e panacea di cui vi abbiamo parlato in precedenza su questo sito, perché come abbiamo dimostrato, H2 si candida ad essere un pilastro importante per il futuro green sia a livello europeo che a livello worldwide. 

Gran Bretagna, dunque, a “zero emissioni” nocive entro il 2050. Ma c’è chi fa meglio: una volta tanto i primi della classe non saranno né loro né i soliti tedeschi ma i Norvegesi, che sono certi di avere un termine all’inquinamento già tra 4 anni e mezzo: A.D. 2025. 

Beati loro!